La Francia (fonte AFP) ha convocato giovedì l'ambasciatrice italiana a Parigi, Emanuela D'Alessandro, dopo le dichiarazioni al vetriolo del vicepremier Matteo Salvini contro Emmanuel Macron. A irritare l'Eliseo è stata la risposta di Salvini alla proposta del presidente francese di valutare l'invio di soldati europei in Ucraina nell'eventuale fase post-bellica.
Interpellato dai giornalisti, Salvini non ha usato mezzi termini e, in dialetto milanese, ha liquidato l'idea con un secco "attaccati al tram" (taches al tram). Poi ha rincarato: "Se ci tieni tanto, vacci tu. Mettiti l'elmetto, il giubbotto, il fucile e vai in Ucraina", rivolgendosi direttamente a Macron.
Il leader della Lega, ministro dei Trasporti e vicepremier nel governo guidato da Giorgia Meloni, non è nuovo a stoccate contro il presidente francese, soprattutto sul tema Ucraina. Da mesi critica apertamente le posizioni dell'Eliseo, accusandolo di spingere su un coinvolgimento militare che l'Italia non intende appoggiare.
"All'ambasciatrice è stato ricordato che queste dichiarazioni vanno contro il clima di fiducia e le relazioni storiche tra i nostri due Paesi, ma anche contro i recenti sviluppi bilaterali, che hanno evidenziato forti convergenze tra le due capitali, in particolare per quanto riguarda il sostegno incrollabile all'Ucraina", ha affermato una fonte diplomatica francese, confermando quanto fatto trapelare da radio France Inter.
Parigi ha ricordato che le parole di Salvini minano il rapporto di fiducia e la cooperazione tra i due Paesi, che negli ultimi anni hanno trovato punti di convergenza significativi, in particolare nel sostegno politico e militare a Kiev.
Macron, da parte sua, continua a porsi come uno dei principali sostenitori europei dell'Ucraina nella guerra contro la Russia. Negli ultimi mesi ha intensificato i contatti con altri leader, tra cui il premier britannico Keir Starmer, per preparare un quadro di sicurezza comune in caso di cessate il fuoco.
L'episodio segna l'ennesima frizione tra Roma e Parigi, in una serie di attriti diplomatici che si trascinano sin dall'insediamento di Meloni nel 2022.
Già lo scorso marzo Matteo Salvini aveva definito "pazzo" il presidente francese, accusandolo di aver spinto l'Europa in guerra con la Russia.
Che cosa ha detto la premier Meloni a seguito dell'ennesima figura imbarazzante procurata all'Italia da un suo ministro e, oltretutto, vicepremier? Nulla. Ma non c'è da stupirsi, visto che tutto ciò è perfettamente in linea con lo stile peracottaro della presidente del Consiglio e dei suoi ministri, gente raccattata e imbarazzante utile solo a far credere agli italiani imbevuti di propaganda che l'underdog della Garbatella sia un genio.


