C’era una volta, in un regno chiamato Corpo Umano, una proteina piccola, bruttina, senza brevetti né campagne marketing. Si chiamava Lisozima. Mentre le sorellastre — Antibiotica e Antinfiammatoria — sfilavano al Gran Ballo delle Infezioni con abiti firmati da Big Pharma, lei puliva mucose, lacrime e saliva. Nessuno la ringraziava. Nessuno la vedeva. Finché un Super-Batterio non mise in ginocchio il regno. Fu allora che apparve la sua Fata Madrina: Lattoferrina, molecola antica, saggia, capace di rubare il ferro ai nemici.
“Non ti serve un vestito,” le disse. “Ti serve ricordare chi sei. Tu non pulisci. Tu demolisci.” E così, al ballo della Gola Infiammata, Lisozima affrontò lo Streptococcus pyogenes. Non con un farmaco. Con un tocco. Un click biochimico. CRACK. La parete batterica esplose. Il regno rimase in silenzio. Perfino il Principe Linfocita T ne fu estasiato. Ma a mezzanotte — quando gli acidi dello stomaco svegliarono il loro banchetto — lei fuggì, perdendo un frammento del suo enzima. Fu quel frammento a rivelarla, alla fine. Perché nessun altro poteva indossarlo. Nemmeno le sorellastre, che provarono a forzarlo sulle loro molecole inutili. “Sei tu,” disse il Principe. “La prima linea di difesa. Quella vera.” E così Lisozima divenne Regina. Lattoferrina, Ministra della Prevenzione. Le sorellastre? Retrocesse a ruoli di emergenza.
E vissero tutti sani e felici — tranne ... se la fiaba ti piace, PROSEGUI QUI


