Perché non dovremmo definire canaglie anche gli ebrei... quando si comportano da canaglie?
Mercoledì, il ministro delle finanze israeliano Bezalel Smotrich, responsabile del dossier relativo agli insediamenti, ha approvato il raddoppio dell'area di Yitzhar, nel nord della Cisgiordania, con un piano che prevede la costruzione di 398 nuove unità abitative. A seguito di ciò, il presidente della Knesset, Amir Ohana, ha espresso la sua "ammirazione" per i passi compiuti - cioè intensificare gli insediamenti - per annettere la Cisgiordania allo Stato ebraico. Ohana ha ha dichiarato che "se Israele persiste in tale politica, alla fine il mondo sarà costretto a riconoscere l'annessione della Cisgiordania". Ohana ha poi aggiunto che "l'imposizione della sovranità israeliana sulla Cisgiordania si realizza praticamente attraverso la rivitalizzazione degli insediamenti ebraici".
Per questo, non possiamo stupirci se oggi le ruspe delle forze di occupazione israeliane hanno demolito una casa nella città di Al-Khader, a sud di Betlemme. I soldati, accompagnati dai bulldozer, hanno preso d'assalto la zona di Umm Rukba, l'hanno completamente isolata e hanno impedito ai residenti di circolare,poi hano iniziato la demolizione della casa.
Per questo, non possiamo stupirci se oggi fonti locali hanno riferito che un gruppo di coloni ha attaccato con pietre le case e le proprietà dei cittadini nella zona di Al-Rabia, nella città di Sa'ir, ferendo una bambina di 8 mesi, che ha riportato lesioni al volto e alla testa e, per tale motivo, è stata trasferita in ospedale. Nella stessa circostanza sono stati inoltre inflitti danni significativi alle proprietà e alle abitazioni dei residenti.
Per questo, non possiamo stupirci se oggi coloni ebrei hanno dato fuoco alle attrezzature di un frantoio e di una cava nella zona di Khallat Hajja di Beit Fajjar, a seguito di un attacco criminale che rientra in una politica sistematica che prende di mira le industrie nazionali palestinesi.
Il presidente del consiglio di amministrazione dell'Unione dell'industria lapidea, Omar Abdullah Diriya, ha confermato che questo attacco è avvenuto in assenza di una presenza di sicurezza palestinese, a causa delle restrizioni e delle procedure imposte da Israele al governo palestinese e della limitazione delle sue attività e dei suoi poteri, il che rende la parte israeliana pienamente responsabile di questi atti criminali e delle loro gravi ripercussioni. Inoltre, ha ricordato che questo attacco non è il primo del suo genere, poiché altre attività industriali hanno assistito di recente ad analoghe aggressioni, che rappresentano una minaccia diretta e immediata per l'economia nazionale palestinese e i mezzi di sussistenza di migliaia di famiglie. Il continuo attacco a impianti industriali da parte di terroristi ebrei è allarmante e richiede un'azione immediata a tutti i livelli per fermare questo crimine, in modo da garantire ciò che resta delle risorse palestinesi.
Nel frattempo, a Gaza, l'esercito di occupazione continua a violare l'accordo di cessate il fuoco in varie zone della Striscia. Nelle ultime 24 ore, un palestinese è stato ucciso e tre sono rimasti feriti a Jabalia, mentre altri tre sono rimasti feriti a est di Khan Younis.
L'esercito di occupazione ha effettuato operazioni di demolizione a nord-ovest della città di Rafah, nel sud della Striscia, mentre i caccia israeliani continuano a lanciare pesanti attacchi contro la città.
Le forze di occupazione hanno demolito anche edifici residenziali a est della città di Khan Yunis, dove le IDF hanno aperto il fuoco a sud-est della città.
Le navi da guerra israeliane, invece, cannoneggiano le areee occidentali di Gaza City, mentre l'artiglieria ha bombardato i quartieri orientali .
Dal cessate il fuoco - 11 ottobre 2025 - il numero totale delle vittime palestinesi è arrivato a 406 morti e 1118 feriti, mentre sono stati recuperati 653 corpi dalle macerie. Pertanto, il bilancio delle vittime dell'aggressione israeliana è salito a 70.942 morti e 171.195 feriti dal 7 ottobre 2023.
Perché tutto questo accade? Perché Israele, in quanto Stato ebraico, ha finora vissuto - e continua a farlo - facendosi scudo delle persecuzioni subite in passato dagli ebrei, della protezione di lobby direttamente e indirettamente collegate al governo di Tel Aviv e della propaganda che ha stravolto la storia finendo per mitizzare la nascita di Israele - una pulizia etnica a danno dei palestinesi - come un fatto giusto e opportuno.
Le autorità nazionali del cosiddetto occidente democratico, per opportunismo e convenienza, hanno chiuso gli occhi di fronte alla realtà e hanno rifiutato, e continuano a farlo, di chiamare le cose con il loro nome e di denunciare i crimini cui stavano assistendo... finendo per rendersi complici di Israele... crimini che vengono compiuti e/o giustificati in nome dell'ebraismo (dal fiume al mare è uno motto inserito nell'atto costitutivo del Likud, 1973).
La cosa ancor più assurda è che persino molti ebrei della diaspora e molti ebrei israeliani vorrebbero dire basta a quanto sta accadendo... ma nessuno li supporta perché è ancora considerato un crimine definire criminali gli ebrei che si fanno scudo dell'essere ebrei per continuare a rubare proprietà, terre e vite dei palestinesi. Quando si iniizierà a comprenderlo, sarà sempre troppo tardi.