La filosofia occidentale nasce da una domanda che sembra ovvia ma non lo è: che cos'è l'essere? Aristotele inaugura il dibattito, Heidegger lo rilancia nel Novecento, e tutta la tradizione ne resta intrappolata o illuminata. Tuttavia, esiste una confusione ricorrente — spesso da parte di studenti distratti o di improvvisati pensatori — tra l' "essere" in senso ontologico e il banale "essere come" in senso analogico o metaforico.
Ignorare la differenza significa collocarsi, senza scampo, nella categoria del cretino.

L'essere come fondamento ontologico
Aristotele afferma: "τὸ ὂν λέγεται μὲν πολλαχῶς" ("l'essere si dice in molti modi"). L'essere non è un predicato qualunque, ma ciò che sostiene tutte le categorie. Heidegger, nella celebre apertura di Sein und Zeit, ricorda: "Il senso dell'essere dev'essere posto nuovamente come problema".

Confondere questa radicalità con una similitudine è come scambiare le fondamenta di una casa con un disegno sulla tappezzeria: errore da cretini, appunto.

L'essere come analogia e similitudine
Ben altro è l' "essere come". Qui si parla di analogia, non di ontologia. Tommaso d'Aquino distingue con precisione: l'essere viene detto in modi diversi e si applica per analogia a Dio e alle creature. Dire "Socrate è come un leone" non significa attribuire a Socrate la natura zoologica del leone, ma una qualità simile (il coraggio, la forza).

Wittgenstein, con l'ironia che gli era tipica, osserva nei Philosophische Untersuchungen che i significati delle parole vanno colti nel contesto dei giochi linguistici: credere che "il tempo vola" implichi orologi alati è un abbaglio da scemi.

Chi confonde "essere" con "essere come" non può che essere, in termini tecnici, un cretino.

Conseguenze della confusione
Ridurre l'essere al "come" porta ad aberrazioni filosofiche e culturali di cui forniamo alcuni esempi banali:

Aristotele trasformato in un guru motivazionale.
Tommaso d'Aquino ridotto a un poeta da social.
Heidegger banalizzato a massima da calendario.

Capire la distinzione non è erudizione fine a sé stessa, ma condizione minima per non essere travolti dall'insulsaggine.

La differenza tra “essere” ed “essere come” è il discrimine tra pensiero e chiacchiera. Chi non la comprende non ha bisogno di spiegazioni ulteriori, ma di un'etichetta chiara: cretino.


In queste ore, in Italia, il dibattito politico è caratterizzato da una affermazione di una senatrice pentastellata che ha "paragonato" un ministro della Repubblica a persone prezzolate. L'analogia, ben chiara e ben espressa, è stata trasformata dai politici a supporto del (post) fascismo e dalla stampa a sostegno come accusa diretta, con associata canea di irritata indignazione.

Come è possibile definire tali persone, tecnicamente, se non dei ... ?