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Serie A: Inter-Verona 1-1

Il boato di San Siro non si è spento al fischio finale di un pareggio che, su qualsiasi altro spartito, avrebbe il sapore della beffa. Perché oggi la sfilata dei ventun volte campioni d'Italia, guidati in panchina dalla sapienza tattica e dal cuore di Cristian Chivu, contava molto più dei tre punti in palio. I novantamila cuori nerazzurri accorsi nell'impianto milanese non cercavano la perfezione dei numeri, ma l'abbraccio collettivo a una squadra capace di dominare la stagione, arricchendo la bacheca con lo Scudetto e la Coppa Italia.


L'atmosfera da festival pop e passione viscerale ha avvolto il rettangolo verde fin dal pre-partita, quando l'Inter Live Show ha trasformato gli spalti in una marea pulsante di sciarpe e cori.

Il campo ha raccontato una storia a due volti, quasi a voler riflettere la leggerezza di chi ha già dato tutto e l'orgoglio ferito di un Hellas Verona ormai condannato alla retrocessione, ma deciso a vendere cara la pelle alla Scala del calcio. Chivu ridisegna l'undici titolare lanciando dal primo minuto pedine fresche e giovani di prospettiva, lasciando inizialmente riposare alcuni dei protagonisti assoluti della cavalcata tricolore. Il primo tempo scorre via tra fiammate improvvise dei padroni di corpo, trascinati dalla solita fame del capitano Lautaro Martínez e dall'inesauribile fosforo di Henrikh Mkhitaryan a centrocampo, con il Verona rintanato a fare densità e Lorenzo Montipò attento a sbarrare la strada a ogni folata.

La scintilla che spezza l'equilibrio scocca al rientro dagli spogliatoi: al quarantaseiesimo minuto, una manovra avvolgente sul settore di sinistra costringe il difensore scaligero Andrias Edmundsson a un intervento disperato che si trasforma in un clamoroso autogol. È il gol che fa esplodere l'arena, il sigillo che sembra spianare la strada all'ennesima passerella trionfale della capolista. L'Inter controlla il gioco a ritmi blandi, regalando momenti di pura emozione emotiva quando Matteo Darmian abbandona il campo tra la standing ovation commossa di un intero popolo. C'è spazio anche per le parate d'autore di Yann Sommer e per l'ingresso romantico del terzo portiere Raffaele Di Gennaro, subentrato nel finale per raccogliere il meritato tributo dei propri tifosi.


Ma il calcio è uno sport che non tollera distrazioni, nemmeno nei giorni di festa. Proprio al novantesimo minuto, quando la testa di tutti è ormai sintonizzata sulle note dei festeggiamenti e sui pullman scoperti diretti verso Piazza Duomo, il Verona trova l'insperato moto d'orgoglio. Kieron Bowie riceve un pallone sanguinoso al limite dell'area e fa partire un fendente violento di sinistro che fulmina Di Gennaro sul palo più lontano. È l'uno a uno definitivo, un gol che strappa un sorriso amaro ai ragazzi di Chivu ma non intacca minimamente la marea di gioia che si riversa sul prato al triplice fischio.

Le medaglie brillano sul petto dei giocatori, le due coppe vengono sollevate verso il cielo di Milano e il pareggio diventa solo un piccolo dettaglio statistico in una giornata destinata a rimanere scolpita per sempre nella memoria del tifo nerazzurro.

La festa scudetto dell’Inter può finalmente iniziare. A San Siro i nerazzurri pareggiano 1-1 contro il Verona in una partita dal ritmo piuttosto basso, inevitabilmente condizionata dal fatto che entrambe le squadre non avevano più obiettivi di classifica da inseguire. Al termine della gara, il Meazza si è preparato alla consegna ufficiale del trofeo del campionato, prima dell’attesissimo giro celebrativo del pullman scoperto per le strade di Milano insieme ai tifosi interisti.

Bonny illude l’Inter, Bowie firma il pareggio

L’atmosfera di festa si è respirata fin dalle ore precedenti al match, con il pullman dell’Inter accolto da migliaia di tifosi lungo il tragitto verso lo stadio e con un omaggio speciale dedicato a Matteo Darmian, vicino all’addio a parametro zero. In campo è stata soprattutto l’Inter a gestire il possesso, creando diverse occasioni grazie a Mkhitaryan e Lautaro Martinez, ma trovando sulla propria strada un ottimo Montipò. Dopo un primo tempo equilibrato, nella ripresa i nerazzurri sono riusciti a passare in vantaggio con Bonny, bravo a colpire di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. L’Inter ha poi sfiorato più volte il raddoppio, ma nel recupero il Verona ha trovato il gol dell’1-1 con Bowie, autore di una conclusione precisa che ha battuto Di Gennaro e fissato il risultato finale sul pareggio.

Autore Alessandro Lugli
Categoria Sport
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