Presentato in anteprima nel concorso principale del Festival di Cannes, Fjord segna l'atteso ritorno del regista premio Oscar Cristian Mungiu. Il lungometraggio, un dramma familiare rigoroso e glaciale della durata di 146 minuti, scuote gli spettatori esplorando i dilemmi morali della società contemporanea attraverso le zone grigie dell'etica e della tolleranza.

La trama ruota attorno alla coppia pentecostale rumeno-norvegese composta da Mihai (Sebastian Stan) e Lisbet (Renate Reinsve) che, trasferitasi in un remoto villaggio scandinavo, finisce al centro di una drammatica indagine giudiziaria e civile. Quando la figlia maggiore mostra segni di percosse, i servizi sociali intervengono ipotizzando abusi legati alla loro rigida educazione religiosa.

Mungiu evita ogni binarismo morale mettendo in scena la collisione frontale tra sfera privata e burocrazia statale, accentuata dalle barriere linguistiche e culturali. Girato in lunghi piani sequenza dal direttore della fotografia Tudor Vladimir Pandoru, il film vanta la straordinaria prova di Sebastian Stan, per la prima volta recitante in rumeno. Già acquistato da Neon per i mercati anglofoni prima della proiezione a Cannes, Fjord si posiziona come un temibile concorrente per gli Oscar 2027, con una forte campagna programmata nelle categorie principali.