Gaza: martedì saranno 100 i camion che entreranno nella Striscia, dopo la minaccia di possibili sanzioni su Israele
Nove camion attraverso il valico meridionale di Kerem Shalom. Questi gli aiuti umanitari fatti entrare lunedì dallo Stato ebraico di Israele a Gaza dopo oltre due mesi di assedio!
Tom Fletcher, responsabile degli affari umanitari delle Nazioni Unite, lo aveva comunicato aggiungendo che i nove camion di aiuti erano da paragonare ad una goccia nell'oceano di ciò di cui c'è urgente bisogno...
Anche il Segretario generale delle Nazioni Unite, ieri, aveva espresso la sua preoccupazione per l'intensificarsi degli attacchi aerei e delle operazioni di terra a Gaza "che hanno causato l'uccisione di centinaia di civili palestinesi negli ultimi giorni, tra cui molte donne e bambini, e, naturalmente, ordini di evacuazione su larga scala".
António Guterres aveva poi chiesto che gli aiuti umanitari vengano distribuiti in modo rapido, sicuro e senza ostacoli direttamente ai civili, per scongiurare la carestia, alleviare le sofferenze diffuse e prevenire ulteriori perdite di vite umane.
Sempre lunedì, durante un briefing con i giornalisti, il portavoce delle Nazioni Unite Stéphane Dujarric aveva dichiarato che Guterres "accoglie con favore gli sforzi in corso dei mediatori per raggiungere un accordo a Gaza. Ha ripetutamente avvertito che la continua violenza e la distruzione non faranno che aggravare le sofferenze dei civili e aumentare il rischio di un conflitto regionale più ampio", aggiungendo che il Segretario generale "respinge fermamente qualsiasi spostamento forzato della popolazione palestinese".
All'appello delle Nazioni Unite si era aggiunta, sempre ieri, questa dichiarazione congiunta dei leader di Regno Unito, Francia e Canada sulla situazione a Gaza e in Cisgiordania:
"Ci opponiamo fermamente all'espansione delle operazioni militari israeliane a Gaza. Il livello di sofferenza umana a Gaza è intollerabile. L'annuncio di ieri, secondo cui Israele consentirà l'ingresso di una quantità minima di cibo a Gaza, è del tutto inadeguato. Invitiamo il governo israeliano a cessare le sue operazioni militari a Gaza e a consentire immediatamente l'ingresso degli aiuti umanitari a Gaza. Ciò deve includere il coinvolgimento delle Nazioni Unite per garantire il ritorno alla distribuzione degli aiuti in linea con i principi umanitari. Invitiamo Hamas a rilasciare immediatamente gli ostaggi rimasti, che ha tenuto così crudelmente in ostaggio dal 7 ottobre 2023.Il rifiuto da parte del governo israeliano di fornire assistenza umanitaria essenziale alla popolazione civile è inaccettabile e rischia (!!!, come se non fosse già un fatto! ndr) di violare il diritto internazionale umanitario. Condanniamo il linguaggio abominevole usato di recente da membri del governo israeliano, che minacciano che, nella disperazione per la distruzione di Gaza, i civili inizieranno a spostarsi. Lo sfollamento forzato permanente è una violazione del diritto internazionale umanitario. Israele ha subito un attacco efferato il 7 ottobre. Abbiamo sempre sostenuto il diritto di Israele a difendere gli israeliani dal terrorismo. Ma questa escalation è del tutto sproporzionata.Non resteremo a guardare mentre il governo Netanyahu persegue queste azioni atroci. Se Israele non cessa la rinnovata offensiva militare e non revoca le restrizioni sugli aiuti umanitari, adotteremo ulteriori misure concrete in risposta.Ci opponiamo a qualsiasi tentativo di espandere gli insediamenti in Cisgiordania. Israele deve bloccare gli insediamenti illegali che compromettono la vitalità di uno Stato palestinese e la sicurezza sia degli israeliani che dei palestinesi. Non esiteremo ad adottare ulteriori misure, comprese sanzioni mirate. Sosteniamo fermamente gli sforzi condotti da Stati Uniti, Qatar ed Egitto per garantire un cessate il fuoco immediato a Gaza. Si tratta di un cessate il fuoco, del rilascio di tutti gli ostaggi rimasti e di una soluzione politica a lungo termine che offrono la migliore speranza di porre fine all'agonia degli ostaggi e delle loro famiglie, alleviare le sofferenze dei civili a Gaza, porre fine al controllo di Hamas su Gaza e raggiungere un percorso verso una soluzione a due Stati, in linea con gli obiettivi della conferenza del 18 giugno a New York, presieduta congiuntamente da Arabia Saudita e Francia. Questi negoziati devono avere successo e dobbiamo tutti impegnarci per l'attuazione di una soluzione a due stati, che è l'unico modo per raggiungere la pace e la sicurezza durature che sia israeliani che palestinesi meritano e garantire la stabilità a lungo termine nella regione.Continueremo a collaborare con l'Autorità Nazionale Palestinese, i partner regionali, Israele e gli Stati Uniti per finalizzare un consenso sulle disposizioni per il futuro di Gaza, basandoci sul piano arabo. Ribadiamo l'importante ruolo della Conferenza di Alto Livello sulla Soluzione a Due Stati, che si terrà alle Nazioni Unite a giugno, nel costruire un consenso internazionale su questo obiettivo. Ci impegniamo a riconoscere uno Stato palestinese come contributo al raggiungimento di una soluzione a due Stati e siamo pronti a collaborare con altri per raggiungere questo obiettivo".
Oggi, miracolosamente, sembrerebbe che il genocidario Stato ebraico abbia preso sul serio la minaccia. Infatti, un portavoce dell'ONU per il coordinamento degli affari umanitari ha affermato che le Nazioni Unite hanno ricevuto da Israele l'autorizzazione a portare oggi a Gaza circa 100 camion di aiuti umanitari aggiuntivi.
"Abbiamo chiesto e ottenuto il permesso di far arrivare un numero di camion molto più grande oggi rispetto a ieri", ha dichiarato Jens Laerke, portavoce dell'OCHA, durante una conferenza stampa a Ginevra. "Il prossimo passo sarà raccogliere le merci dai camion e poi le distribuiremo utilizzando il sistema esistente, quello collaudato", ha aggiunto Larka, che ha poi precisato che i camion contengono alimenti per bambini e prodotti nutrizionali.
Un funzionario dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA), nella stessa occasione, ha affermato che i tassi di malnutrizione a Gaza sono aumentati durante il blocco israeliano e potrebbero aumentare rapidamente se la carenza di cibo dovesse continuare.
"Ho dati fino alla fine di aprile che mostrano un aumento della malnutrizione", ha affermato Akihiro Seita, direttore sanitario dell'UNRWA. "Il timore è che se l'attuale carenza di cibo dovesse continuare, assisteremo a un aumento esponenziale e poi perderemo il controllo".
In base agli ultimi sviluppi, per Netanyahu potrebbero crearsi problemi all'interno del suo governo (o con una parte della comunità internazionale), perché avrebbe barattato con Smotrich (ministro delle Finanze rappresentante dei coloni ebrei) l'ingresso di aiuti umanitari a Gaza con l'approvazione di nuovi insediamenti in Cisgiordania.
Inoltre, continua a rimanere un rebus l'andamento dei negoziati in Qatar, con notizie contraddittorie che si rincorrono, smentendo quelle precedenti, anche se "vecchie" di pochissime ore.
Intervenendo al Qatar Economic Forum, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, primo ministro del Qatar, ha affermato che l'offensiva militare estesa di Israele a Gaza ha minato gli sforzi di pace.
"Quando il soldato israeliano-americano Edan Alexander è stato rilasciato, pensavamo che la liberazione avrebbe aperto una porta per porre fine a questa tragedia, ma la risposta è stata un'ondata di attacchi ancora più violenta", ha detto. "Questo comportamento irresponsabile e aggressivo mina ogni potenziale possibilità di pace".
Abdulrahman al-Thani ha poi dichiarato che nelle ultime due settimane i negoziati a Doha "non ci hanno ancora portato da nessuna parte, perché esiste una differenza fondamentale tra le due parti, con una che cerca un accordo parziale che potrebbe portare a un accordo globale, mentre l'altra cerca solo un accordo una tantum per porre fine alla guerra e liberare tutti gli ostaggi. Non siamo riusciti a colmare questa lacuna fondamentale".