CALCIOMERCATO: Graeme Souness lascia la Sampdoria.

Ciao Graeme, lasci l’Italia dopo due anni. E’ vero che non ti sei mai veramente ambientato ?
“Chantal, la mia bambina, piange da due giorni. Può bastare come risposta ?”

E cosa ti mancherà ?
“Italy is a way of life, l’Italia è un modo di vivere. Rimpiangerò il mangiare. La pasta asciutta, il buon vino. E ho giocato in serie A, dove giocano i campioni del Mondo”.

I migliori per te chi sono?
“Scirea, Ancelotti, Cabrini, Serena, Franco Baresi. Questi sono quelli che se potessi, mi porterei a Glasgow. E tanti altri. Dei giovani scelgo Vialli e Borgonovo”.

Il momento più bello?
“La sera in cui la Sampdoria ha vinto la Coppa Italia. Concludevamo una stagione splendida. Nemmeno dopo una Coppa dei Campioni

vinta col Liverpool ho provato un’emozione così”.
E il momento peggiore ?
“Il secondo anno ed è durato tutto un anno, questo. Il primo anno correvamo come spie”.

A casa tua qui a Genova verrà Briegel . L’hai incontrato?
“Certo ci siamo visti quando gliel’ho ceduta. Briegel è un bel giocatore, bell’acquisto. Rapido, veloce, non come Matteoli, che è bravo però gioca toc, toc, toc. Una squadra non troppo tecnica come la nostra aveva bisogno di qualcuno più veloce di Matteoli”.

Il calcio italiano cos’ha di diverso rispetto al vostro?
“In serie A c’è un livello tecnico superiore, prima di tutto individuale , che si trasferisce nel collettivo. In Gran Bretagna si corre di più, ci si batte di più, ma si rimane nell’esercizio fisico. Questo ha poco a che vedere col gioco vero e proprio L’attività più intensa non aiuta la concentrazione . E se manca la concentrazione, cala il rendimento”.

Cosa non ti piace invece del calcio italiano ?
“Troppi giornalisti sempre intorno, se mi scusate. Troppa pressione della stampa. Questo carica le partite di una tensione eccessiva”.


(interviste a Manlio Fantini e inviati in Messico 86 – Gazzetta)