Il Gran Bazar è aperto e questa la voglio proprio vedere. Lo voglio sapere quanti saranno quelli che quel profumo lo acquisteranno, per sentire anche su di sé il “tanfo” del potere più sfrenato.

Come quelli che continuano ad investire nei suoi bitcoin, sperando di arricchirsi come lui; lui che invece li ha così già fregati mentre suo genero piazza in tutto il mondo le sue torri di Babele.

Caligola ci appare come un giovanetto assennato mentre lui si attornia dei personaggi più improbabili e meno presentabili. Gaza beach con i suoi casinò, la Groenlandia, le carceri con gli alligatori dove tra sghignazzi se vuoi scappare ti tocca correre a zig zag, e il Nobel per la pace.

Che se quelli non provvedono saranno guai seri per loro; come per il suo ex amico che non lo ama più e persino lo critica e allora lui lo rovinerà e lo deporterà in Sud Africa. E tutti i cosiddetti grandi del pianeta che, tra ammirati e intimoriti, provano ad adularlo, a strappargli un sorriso benevolo, non sapendo che questo lo eccita ancora di più, e vorrà di più. Non il 10 o il 50% di dazi, ma la sottomissione è quello che cerca e che tutto il mondo pare pronto a riservargli.

Quo usque tandem… fino a che qualcuno lo capirà che con uno così l’accondiscendenza è un suicidio, e che per fermarlo devi picchiare duro, più duro di lui.