Da Oronzo Canà a Nonno Libero: novanta milioni di auguri a Lino Banfi, grande mito della comicità italiana
Novant'anni e non sentirli. Il 9 luglio 2026 Lino Banfi festeggia un traguardo straordinario, spegnendo 90 candeline e confermandosi una delle icone più amate della comicità italiana. Attore, comico, volto della commedia all'italiana e protagonista di film e fiction entrati nell'immaginario collettivo, Banfi continua ancora oggi a conquistare il pubblico con la sua ironia e la sua inesauribile voglia di mettersi in gioco.
«Ora cerco di adattarmi alla modernità, anche se la prima volta che ho sentito la parola hashtag ho pensato che fosse una malattia dell'occhio. Con mio figlio sto per fare un podcast, solo perché a me suona come "un po' di casa tua" detto alla pugliese», ha raccontato con la consueta autoironia durante l'Italian Global Series.
Nato ad Andria il 9 luglio 1936 con il nome di Pasquale Zagaria, sembrava destinato a una carriera religiosa. La passione per il palcoscenico, però, ebbe la meglio e lo portò a lasciare il seminario per affrontare una lunga gavetta tra cabaret, teatro e piccoli spettacoli tra Milano e Roma. Agli inizi della carriera adottò il nome d'arte Lino Zaga, ma fu Totò a suggerirgli di cambiare cognome. Secondo una superstizione molto diffusa all'epoca, infatti, accorciare il cognome portava sfortuna. Nacque così il nome Lino Banfi, scelto dal registro scolastico del suo vecchio maestro elementare e destinato a diventare uno dei più celebri del cinema italiano.
Il grande merito di Banfi è stato quello di trasformare le proprie origini in un marchio di fabbrica. Ha creato il personaggio del meridionale spontaneo, genuino e irresistibilmente comico, dando vita a un linguaggio unico fatto di espressioni e neologismi storpiati diventati veri tormentoni. Parole come "disgrazieto" sono entrate nel lessico popolare, contribuendo a rendere il suo stile immediatamente riconoscibile.
L'esordio cinematografico arriva nel 1960 con Urlatori alla sbarra, diretto da Lucio Fulci. Ma è tra gli anni Settanta e Ottanta che Banfi raggiunge l'apice della popolarità, diventando uno dei re indiscussi della commedia all'italiana. Tra i personaggi più amati spiccano il commissario Auricchio in Fracchia la belva umana e soprattutto l'indimenticabile Oronzo Canà de L'allenatore nel pallone. Con la mitica Longobarda, la celebre "bi-zona" e una serie infinita di battute entrate nella storia del cinema italiano, Banfi ha firmato una delle parodie calcistiche più amate di sempre, ancora oggi citata da tifosi di ogni generazione. Indimenticabile anche la sua interpretazione in Vieni avanti cretino, dove veste i panni dell'impiegato Pasquale Baudaffi, confermando un talento capace di spaziare dalla comicità più popolare alla satira di costume.
Alla fine degli anni Novanta, quando molti pensavano che la sua carriera avesse già scritto tutto, Lino Banfi sorprende ancora. Nel 1998, diventa Nonno Libero nella fiction Un medico in famiglia, un personaggio che lo consacra anche presso il pubblico più giovane e gli regala una nuova stagione di enorme successo televisivo. Nel 2016, torna protagonista sul grande schermo al fianco di Checco Zalone in Quo Vado?, interpretando il senatore Binetto e dimostrando ancora una volta una straordinaria capacità di reinventarsi senza perdere la propria identità.
Dietro il successo artistico si cela una lunga storia d'amore con la moglie Lucia Lagrasta, scomparsa nel 2023 dopo oltre sessant'anni di matrimonio. Un legame che Banfi ha sempre raccontato con grande emozione. «Mi manca tantissimo. La mattina, dopo colazione, saluto tutti i giorni le foto di Totò e la sua. Però, non riesco mai a sognarla. Forse è meglio così: non sai mai chi ti troveresti davanti», ha confidato recentemente. Dal loro matrimonio sono nati i figli Rosanna, che ha seguito le orme del padre nel mondo dello spettacolo, e Walter. Parallelamente alla carriera artistica, Banfi ha coltivato un forte impegno sociale, diventando Ambasciatore UNICEF nel 2000 e dedicando tempo ed energie alle iniziative a favore dei bambini più vulnerabili.
Lino Banfi non è stato soltanto uno degli attori più popolari del cinema italiano. È stato un interprete capace di raccontare, con leggerezza e ironia, vizi, virtù e trasformazioni dell'Italia, entrando nel cuore di milioni di spettatori. A novant'anni continua a rappresentare un simbolo della comicità nazionale, un artista capace di attraversare epoche diverse senza perdere il sorriso che lo ha reso un punto di riferimento per intere generazioni. Buon compleanno, Lino Banfi. E grazie per tutte le risate.