Il Cagliari non ha mai pensato di esonerarlo. Mai, nemmeno quando aveva il peggior attacco del campionato con 9 gol segnati in 17 partite e il penultimo posto in classifica. Claudio Ranieri è un ambizioso, tutto casa e campo, amico dei dirigenti, brillante conversatore, un perfetto capoclasse. E’ appassionato di altri sport, come basket e pallavolo. Il lunedì sapete cosa fa ? Va a far visita ai detenuti nel carcere minorile di Quartucciu o in quello di Buoncammino.
Col suo self control, ama propagandare il calcio. Come ha fatto a salvare il Cagliari ?
“Tutta la Sardegna era al nostro fianco, come ai tempi di Riva. La Sardegna era stufa di vedere il Cagliari impostato sulla difensiva. Il mio credo è attaccare. Io e i ragazzi abbiamo sempre creduto nella salvezza, mai ci siamo arresi. Anche a Natale credevo fermamente nella salvezza del Cagliari. Tutti parlavano della mia squadra come di un’Armata Brancaleone. Sostenevano che il mio Cagliari fosse fatebenefratelli, regali per tutti. Ma io non mi sono mai abbattuto. E non è stato facile. Quando subisci tante sconfitte, rischi di perdere concentrazione determinazione. E sono arrivati i frutti del mio lavoro. Vuol dire che non ero un illuso e la nostra costanza non è stata vana. Ma non sono un salvatore della patria”.
Ma è vero che lei prepara la partita con una sorta di training autogeno ? “E’ stato a San Siro, per Milan-Cagliari. C’erano Sacchi e Baresi durante il riscaldamento e vedevano con quale determinazione, ferocia, i miei preparavano la gara. La fase di riscaldamento, io a caricare, a confessare la squadra. Poi qualcuno ci ha ricamato sopra….”. Milan-Cagliari è la prima di quattro sconfitte consecutive e nessuno lo mette in discussione: “All’inizio del campionato non riuscivamo a concretizzare quando avevamo la superiorità, quindi pochi gol fatti. Poi c’è stata una fase in cui passavamo in vantaggio e prendevamo rimonte con valanghe di gol come con Fiorentina e Bari. Giocavamo bene, ma erano gli avversari a far gol. Nel girone di ritorno c’è stata l’escalation e il vento ha iniziato a soffiare forte dietro di noi. Gli elogi erano tanti, forse troppi. Ho predicato la calma”.
Certo con zero rigori a favore, siete squadra inattaccabile ….”Evidentemente gli avversari non commettono falli. Non vogliono farci del male. E io non amo parlare degli arbitri”. Ci racconta la partita con la Sampdoria a Marassi del 7 aprile 1991 . Finisce il primo tempo e il Cagliari perde 2-0, gol di Vialli e Mancini. Cosa succede negli spogliatoi ? “Ai ragazzi ho detto: ‘Facciamo finta che siamo ancora 0-0. Tanto non abbiamo granchè da perdere. Giochiamoci il tutto per tutto e, se vi riesce, segnate il secondo gol al novantesimo. Così quelli della Samp non hanno il tempo di riportarsi in vantaggio’ ”.
Finale : Sampdoria – Cagliari 2-2
Il secondo gol segnato al minuto 88 ......
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(fonte: intervista a Vittorio Raio - Il Mattino)


