George Russell riparte dalla pausa estiva nel migliore dei modi e conquista la pole position per la Sprint del Gran Premio d’Olanda. Sul circuito di Zandvoort il pilota della Mercedes ha chiuso davanti alla McLaren di Lando Norris e alla Ferrari di Charles Leclerc al termine di una Sprint Qualifying estremamente equilibrata, nella quale Mercedes, McLaren e Ferrari hanno mostrato di poter lottare fino all’ultimo per la prima posizione.

Russell ha fatto la differenza nel momento decisivo fermando il cronometro sull’1’11”567, un tempo sufficiente per precedere di misura Norris e Leclerc. Le distanze tra i primi sono rimaste molto contenute e anche Oscar Piastri, quarto con la seconda McLaren, ha concluso soltanto una frazione di secondo più indietro. La Mercedes ha completato una qualificazione molto positiva piazzando Kimi Antonelli al quinto posto, a circa due decimi dal compagno di squadra.

Il risultato conferma soprattutto l’equilibrio emerso durante tutta la sessione. Nelle varie fasi della Sprint Qualifying le tre principali squadre si erano alternate al comando, rendendo difficile individuare un favorito. Alla fine è stato Russell a trovare il giro più efficace, assicurandosi la posizione migliore sulla griglia della Sprint e mettendo Mercedes davanti a due rivali dirette come McLaren e Ferrari.

Più indietro Max Verstappen non è riuscito a inserirsi nella battaglia per la pole. Il pilota della Red Bull ha concluso in sesta posizione, davanti alla Ferrari di Lewis Hamilton. Per la squadra di Maranello il bilancio è quindi contrastante: Leclerc partirà dalla seconda fila grazie al terzo posto, mentre Hamilton scatterà soltanto dalla settima posizione.

Alle loro spalle Pierre Gasly ha portato l’Alpine all’ottavo posto, precedendo Gabriel Bortoleto con l’Audi e Arvid Lindblad con la Racing Bulls, che ha completato la top ten.

Particolarmente combattuta anche la lotta per entrare nell’ultima fase delle qualifiche. Liam Lawson, chiamato a sostituire Isack Hadjar, ha mancato per pochissimo l’accesso al segmento decisivo, chiudendo undicesimo. Dietro di lui Yuki Tsunoda, tornato al volante della Racing Bulls, ha concluso a soli nove millesimi di distanza.

Franco Colapinto ha portato la seconda Alpine al quattordicesimo posto, davanti all’Audi di Nico Hulkenberg, alla Haas di Esteban Ocon e alla Williams di Alex Albon. Per Ocon la giornata si è chiusa dunque lontano dalle posizioni di vertice, ma ancora peggio è andata al compagno di squadra Ollie Bearman, eliminato nella prima fase e diciassettesimo.

Difficoltà anche per Carlos Sainz. Il pilota aveva già dovuto fare i conti con danni al fondo della sua monoposto durante la prima sessione di prove libere e nella Sprint Qualifying non è riuscito nuovamente a completare un giro realmente efficace. Il risultato è stato un’eliminazione anticipata che lo costringerà a partire nelle retrovie.

Deludente anche la prestazione dell’Aston Martin. Lance Stroll non è riuscito a trovare il passo necessario per risalire la classifica, mentre Fernando Alonso ha chiuso addirittura ventiduesimo. Lo spagnolo è stato però penalizzato da un problema tecnico: lo Straight Line Mode dell’ala posteriore non ha funzionato correttamente, limitando le prestazioni della vettura sui tratti più veloci.

Tra le due Aston Martin si sono inserite le Cadillac di Valtteri Bottas e Sergio Perez, rispettivamente ventesimo e ventunesimo.

La prima vera indicazione del fine settimana di Zandvoort è quindi quella di una lotta molto più aperta del previsto. Russell ha conquistato la pole, ma Norris, Leclerc e Piastri sono tutti abbastanza vicini da poter rappresentare una minaccia concreta nella Sprint. Verstappen, soltanto sesto davanti al pubblico di casa, sarà invece chiamato a recuperare terreno fin dalle prime battute.

Per Mercedes la pole di Russell rappresenta il miglior modo possibile per ricominciare dopo la pausa estiva. McLaren resta però immediatamente alle sue spalle e Ferrari, grazie soprattutto al terzo posto di Leclerc, può affrontare la Sprint con l’obiettivo di inserirsi nella battaglia per la vittoria. A Zandvoort, almeno sulla base delle qualifiche, i margini sono ridottissimi e ogni dettaglio potrà fare la differenza.