Esteri

Altro che trattare!

Non riesco a capacitarmi del modo in cui si sta gestendo il rapporto e le varie trattative con un personaggio come Trump. Lui spara 50, e tutti a bisbigliare tra loro che magari 10 potrebbe anche andare. E allora lui quel dieci lo ha già in tasca, è roba sua ed è il nuovo punto di partenza.

Quindi facciamo trenta va’, e leggi che forse con quindici o venti ce la si potrebbe cavare, anche se sarebbe dura. Ma c’è qualcuno che si accorge della trappola? Sono dazi unilaterali signori, cioè li decide lui e nessuna, ma proprio nessuna garanzia o contromisura possibile al fatto che un’ora o un giorno dopo qualsiasi accordo lui cambi idea e ricominci.

Quelli come lui, e ne ho conosciuti in scala minore ma non diversi, trattano così. Ti tengono per il collo e non ti mollano più e sempre con la pistola sul tavolo. E nessuno speri che basti incensarlo adularlo e provare ad ammansirlo; non si tratta e basta e sul tavolo ci metti a tua lupara.  

Fa la voce grossa e la faccia feroce ma è una tigre di cartone. È lui e la sua economia che sono con le pezze al sedere; non hanno più industria, hanno solo le High Tech che non pagano tasse e sanno produrre solo armi.

Ed è lui che deve stare all’occhio con quello che fa. Un debito pubblico di oltre 36.000 miliardi di dollari di cui noi europei deteniamo circa il 30%. Basterebbe non dico disertare, ma anche solo essere tiepidi al prossimo rinnovo dei T-Bond e tassare i suoi amiconi per metterlo spalle al muro.

Un debito privato che non ha eguali con raffiche di fallimenti individuali e schifezze di prodotti che se li tengano. Insomma, più che aspettarsi che si vada a baciargli il … (che schifo!) ha bisogno di chi gli salvi le chiappe. Quindi no, non si tratta e se vuole qualcosa chieda… per favore!

Autore Cosimo D'Alessandro
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