AMBIENTAL...MENTE è un’appassionata difesa di una tipologia di ambiente che occupa una posizione intermedia tra un paesaggio molto antropizzato e uno invece ancora incontaminato: si tratta infatti di un luogo (il nostro parco) in precedenza controllato e plasmato dall’uomo, ma in seguito abbandonato, rendendo possibile lo sviluppo di una nuova biodiversità vegetale.
Il parco di scultura è una tipologia di ambiente estremamente antropizzata e controllata, dove la spontaneità e l’abbandono che prima contraddistinguevano lo spazio non possono più avere totalmente luogo.
Tuttavia questo concetto diventa molto utile per comprendere la possibilità di convivenza fruttuosa tra uomo e ambiente, nella quale la natura assume un ruolo preponderante e l’uomo, in questo caso l’arte, si adatta al paesaggio, modellandosi sulle sue caratteristiche e necessità, ma anche riconnotandolo e determinandone uno sviluppo diverso e ulteriore.
Nel nostro caso il recupero artistico infatti ha significato restaurare e rivitalizzare la natura.
Il parco di scultura rappresenta una via nelle modalità espositive dell’arte contemporanea: non un museo, in cui le opere sono isolate e decontestualizzate all’interno di uno spazio più o meno asettico, non un monumento in senso stretto, in cui il valore comunicativo dell’opera si traduce in un’occupazione dello spazio urbano; piuttosto una convivenza pacifica e rispettosa, nella quale il contenitore della natura non è museo asettico e contribuisce a rimodellare l’arte in una assoluta convivenza generativa.


