Politica

Approdano anche in Parlamento le "imbarazzanti" dichiarazioni di Giorgia Meloni su Palestina e Ucraina

C’è un filo rosso, sottilissimo ma ormai evidente, che percorre il dibattito pubblico italiano ed europeo: l'indignazione selettiva. Un moto di protesta che si accende a comando, a seconda del bersaglio politico del momento. Stamani, ne ha dato ulteriore riprova  la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre 2025.

Questo il punto sollevato: Per alcuni conflitti (il genocidio a Gaza) si scende in piazza con megafoni e lacrime televisive, per altri (Ucraina) si tace in modo imbarazzante.

Così la presidente Meloni ha parlato della situazione in Medio Oriente, citando Gaza, ma ignorando completamente che il genocidio "prosegue anche" a Gerusalemme Est e in Cisgiordania:

"Dopo molto tempo, ci troviamo di fronte a una prospettiva credibile verso una pace giusta e duratura in Medio Oriente. L'entrata in vigore del cessate il fuoco, il rilascio degli ostaggi, la ripresa degli aiuti umanitari sono i punti imprescindibili da cui occorre ripartire, ma chiaramente costituiscono soltanto i primi passi di un percorso che sarà lungo e faticoso. Le vicende delle ultime ore dimostrano quanto l'equilibrio sia fragile e sottoposto a rischi quotidiani e la comunità internazionale è chiamata a disinnescare quei rischi con determinazione e con pazienza. La violazione del cessate il fuoco da parte di Hamas dimostra ancora una volta chi sia il principale nemico dei palestinesi, ma la conseguente rappresaglia israeliana concretizzatasi in nuove vittime civili e nell'interruzione del transito degli aiuti umanitari rappresenta un'altra scelta che non condividiamo. Tuttavia, quello intrapreso con la firma della tregua è l'unico percorso che valga la pena di essere perseguito, l'unico che possa portare alla realizzazione della soluzione a due Stati. Il piano del presidente Trump riconosce infatti l'aspirazione all'autodeterminazione del popolo palestinese, la cui realizzazione, insieme alla sicurezza di Israele, costituisce la pietra angolare della nostra azione per garantire un futuro di pace, di stabilità, di prosperità alla Regione. Ma per giungere a questo obiettivo, Hamas deve accettare di non avere alcun ruolo nella governance transitoria e nel futuro Stato palestinese e deve essere disarmato per impedire che continui a rappresentare una minaccia per la stabilità regionale. Abbiamo avuto anche in questi giorni prova della ferocia di questa organizzazione, anche nei confronti degli stessi palestinesi, in una pericolosa serie di esecuzioni sommarie che consideriamo inaccettabili.Sono queste le precondizioni necessarie anche per il riconoscimento da parte dell'Italia dello Stato di Palestina, come anche da indicazione di questo Parlamento. Il Governo è pronto ad agire di conseguenza, quando queste condizioni si saranno materializzate.L'Italia esorta tutte le parti a cogliere l'opportunità fornita da questo spiraglio di pace, rispettando i termini del piano e ovviamente è pronta a fare la sua parte da protagonista. Nell'immediato, è centrale la ripresa degli aiuti umanitari a favore della popolazione di Gaza, con un rinnovato ruolo centrale delle Nazioni Unite. In questo ambito l'Italia continua a svolgere un lavoro intenso, che la pone al primo posto tra le Nazioni occidentali ed è ovviamente pronta a incrementare i suoi sforzi. Vale la pena ricordare il lavoro che la nostra Nazione ha portato avanti in questi mesi, perché da troppe parti, soprattutto per interesse, si finge di non vederlo o addirittura si tenta di negarlo. Nell'ambito dell'operazione umanitaria Food for Gaza abbiamo inviato nella Striscia oltre 2.000 tonnellate di farina e oltre 200 tonnellate di altri aiuti; così come siamo in prima fila nelle evacuazioni sanitarie da Gaza, con un totale di 196 persone, tra bambini che avevano bisogno di essere curati nei nostri ospedali e relativi accompagnatori. Siamo stati i primi a creare dei corridoi universitari, che hanno sinora acconsentito di accogliere in Italia 39 studenti beneficiari di borse di studio, perché non c'è modo più efficace per aiutare la nascita dello Stato di Palestina, se non sostenendo la formazione della sua futura classe dirigente.Questo sforzo - ribadisco: unico tra le Nazioni occidentali ‑ fa giustizia delle polemiche e delle troppe menzogne che abbiamo ascoltato in questi mesi e mi rende orgogliosa di rappresentare una Nazione nella quale la maggioranza dei cittadini sa ancora distinguere tra il cinismo sbandierato a favore di telecamera e la solidarietà vera e silenziosa. Mi consenta di ringraziare il ministro Tajani, la Farnesina, la Difesa, i tanti funzionari, i militari, i volontari che in questi mesi si sono prodigati nel silenzio, raccontando ancora una volta quale sia il volto più bello di questa Nazione

Poi, Meloni ha parlato di Ucraina...

"Sull'Ucraina la nostra posizione non cambia e non può cambiare davanti alle vittime civili, alle immagini delle città, delle case, delle stazioni elettriche e di stoccaggio del gas sistematicamente bombardate dai russi con il solo e preciso intento di rendere impossibile la vita alla popolazione civile, che resiste eroicamente da quasi quattro anni a un conflitto su larga scala. Lasciatemi notare che questo cinismo non si è fermato nemmeno di fronte ai convogli umanitari delle Nazioni Unite che trasportavano beni di prima necessità: anche questi la settimana scorsa sono stati bersagliati senza alcun ritegno dai droni russi, anche se la cosa, per ragioni a me oscure, non ha destato lo stesso moto di indignazione che abbiamo visto per altri scenari". 

Senza neppure rendersi conto di ciò che stava dicendo, Meloni ha anche sottolineato che 

"Non possiamo considerare accettabile l'atteggiamento ambiguo di chi promette impegno negoziale e poi bombarda costantemente gli obiettivi civili. Per arrivare al tavolo delle trattative serve quindi anche incrementare la pressione su Mosca, come stiamo facendo con il diciannovesimo pacchetto di sanzioni europee, che stiamo approvando e che contribuirà a ridurre ancora di più le risorse che Mosca può destinare allo sforzo bellico. Giova ripetere un concetto importante: le sanzioni economiche non sono contro il popolo russo, sono contro il regime, che trasforma la ricchezza della Russia in armi e distruzione. Ogni risorsa che la Russia accumula oggi non serve a costruire scuole, ospedali o a generare lavoro, ma serve a finanziare la guerra e la distruzione di scuole, ospedali o lavoro in Ucraina".

Ecco quello che Giorgia Meloni si è dimenticata di spiegare...

Anche l'esercito dello Stato ebraico israeliano, su mandato del governo israeliano, eletto democraticamente dal popolo israeliano sta occupando e bombardando obiettivi civili, persone e infrastrutture, a Gaza, a Gerusalemme Est e in Cisgiordania. Lo fa sistematicamente da mesi, con la condanna, ufficialmente ripetuta, di tutte le istituzioni riconosciute dall'Italia che si occupano del rispetto del diritto internazionale, anche umanitario.

Allora perché Giorgia Meloni non ha spiegato al Parlamento il motivo per cui l'Italia si è rifiutata e continua a rifiutarsi nell'accettare le pavide sanzioni che l'UE vorrebbe emettere nei confronti dello Stato ebraico di Israele?

Così la senatrice Maiorino (M5S) ha riportato alla realtà la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni:

"L'opinione pubblica ha una sua importanza e quindi, siccome l'ho sentita menzionare tantissime volte il nome del presidente Trump elogiando ogni suo gesto, tutte le sue gesta, ogni sua azione, ogni suo capriccio, vorrei che nella replica, signora Presidente del Consiglio, facesse sapere anche a questa Assemblea e quindi agli italiani che cosa pensa di quel video che il presidente, anzi the king Donald Trump ha postato sul suo social ‑ non so se lo ha presente ‑ quello in cui, con una corona in testa, il Presidente degli Stati Uniti d'America, che sono nati in contrapposizione ad una monarchia, vola su un aereo da guerra scaricando tonnellate di letame sulle piazze che pacificamente manifestano dissenso nei suoi confronti. Vorrei sentire da lei due parole su questo, ma capisco che abbia difficoltà a farlo, perché se Donald Trump si è preso la briga di confezionare un video con l'intelligenza artificiale, qui questa maggioranza, gli esponenti del suo Governo e lei stessa non siete stati poi da meno con le piazze italiane, che avete riempito di insulti e che ancora oggi in quest'Aula sono state definite piazze dell'odio, quando sono piazze pacifiche, piene di milioni di persone che sono scese per chiedere soltanto umanità. Eppure, signora Presidente, quelle piazze lei le ha temute, quelle piazze non l'hanno fatta dormire la notte e anche per questo si è aggrappata al cosiddetto piano Trump, perché quelle piazze non erano soltanto a favore di Gaza: lei ha capito benissimo che quelle piazze erano anche piazze in dissenso dalle sue politiche, contro la repressione, contro l'impoverimento continuo in cui sta gettando questo Paese, contro la follia del riarmo. E allora andava bene il piano Trump, perché in questo modo le ha tolto le castagne dal fuoco e poi pazienza se quel piano Trump non solo non è di pace, ma non è neanche per una tregua, perché in realtà si tratta di un consiglio di amministrazione della più grande operazione di speculazione immobiliare sulle ossa ancora calde dei palestinesi. L'importante era assecondare il re e togliere le sue castagne dal fuoco rispetto ad un'opinione pubblica che si stava svegliando probabilmente un po' troppo per i suoi gusti.Anche oggi abbiamo dovuto vederla nelle vesti di cheerleader - spero che cheerleader si possa dire e che nessuno insorga - del Presidente di un altro Paese, invece di mantenere la schiena dritta e fare la capo del Governo del Paese Italia, lodando semplicemente Trump e venendoci a raccontare ancora la favoletta che anche il suo ministro degli esteri Tajani ci è venuto a raccontare, quella dei 39 studenti palestinesi che adesso noi stiamo formando e che sono destinati a diventare la classe dirigente della Palestina e quindi forse un giorno la Palestina potrà essere riconosciuta. Ma si rende conto, signora Presidente, delle baggianate che venite a raccontare in quest'Aula e agli italiani? Ma veramente ci avete preso per dei bambini? La Palestina va riconosciuta oggi, non quando quei ragazzi saranno grandi e formati da Tajani (mi permetta di dire che non mi tranquillizza moltissimo la prospettiva).Sulla Palestina, Presidente, lei ha accettato che il gioco lo conducesse Trump, cosa che sta succedendo anche sull'Ucraina, signora Presidente". 

Autore Egidio Marinozzi
Categoria Politica
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