"Questa settimana da Palazzo Chigi dovrebbe essere mandato il dossier alla Corte dei Conti. Una volta che la Corte dei Conti in piena scienza e coscienza darà l'ok, conto che tra settembre e ottobre si parta con cantieri, operai, espropri e anche con le imprese lombarde che saranno sul territorio. ...Il Ponte sullo Stretto è un'opera totalmente coperta da denaro pubblico, non ci sono soldi della Nato, degli Usa, dell'Ue. Se poi sarà usata come infrastruttura non solo civile, ma militare ce lo dirà la storia".
Questo è quanto ha tra l'altro dichiarato quel disgraziato di Matteo Salvini al Forum di Cernobbio, parlando del Ponte sullo Stretto di Messina... che in passato aveva addirittura collocato nel Canale di Sicilia... tanto per inquadrare la qualità del personaggio!
Il solo fatto di "ipotizzare" un finanziamento Nato del ponte spiega quanto il ministro vicepremier, Matteo Salvini, sia pietosamente sprovveduto.
La Nato non stanzia né eroga fondi agli Stati membri. Non è un bancomat, ma un'alleanza militare che chiede solo che i Paesi membri spendano una certa percentuale del loro PIL in difesa (il famoso obiettivo del 2%).
Ogni governo decide come contabilizzare le proprie spese. L'Italia può decidere di inserire certe voci come spesa militare per "gonfiare" i numeri e dire a Bruxelles o a Washington che si sta rispettando l'impegno.
L'idea di mettere il Ponte sullo Stretto sotto la voce "spese militari" non nasce dalla Nato, ma dallo stesso governo Meloni che cerca di far miracoli con i conti facendo passare per "strategico-militare" un'opera infrastrutturale civile, un trucchetto contabile.
E uno nello stato di semi-ignoranza in cui versa Salvini viene pure invitato ad un forum in cui si tratta di economia... e c'è pure gente disposta ad ascoltarlo. Siamo proprio messi male!


