Esteri

Condizioni disumane nel carcere del Negev: le testimonianze degli avvocati e dei detenuti

Un avvocato della Commissione per gli Affari dei Prigionieri e degli Ex-Prigionieri ha recentemente visitato diversi detenuti palestinesi nel carcere del Negev, con l'obiettivo di monitorarne le condizioni sanitarie e di vita. Durante la visita, ha incontrato il prigioniero Amro Mohammed Mansour, 38 anni, originario di Beitunia (Ramallah), detenuto amministrativamente dal 28 gennaio 2025, senza accuse formali né interrogatori.

Mansour ha denunciato che il suo arresto è stato prorogato due volte (6+6 mesi), e che non gli è stata consegnata alcuna notifica ufficiale dell'ultima estensione. Le sue condizioni di salute sono critiche: soffre di emicrania cronica (cefalea a grappolo) e ha avuto attacchi ripetuti in carcere senza ricevere alcun trattamento. A questo si aggiunge un'infezione cutanea da scabbia e la comparsa di foruncoli, per cui non gli è stata garantita nessuna cura adeguata. Anche quando viene trasferito in infermeria, ha raccontato, si limitano a registrare il suo nome senza fornirgli assistenza medica concreta.

Oltre a Mansour, il legale ha visitato altri prigionieri, tra cui:

Mohammed Raed Atoun, 22 anni, da Sur Baher (Gerusalemme), condannato a due anni di carcere dal 27 gennaio 2025.

Ahmed Abdel Mohsen Suleiman, 27 anni, da Beit 'Ur (Ramallah), detenuto amministrativamente dal 30 giugno 2024.

Yaqoub Mustafa Omar Hussein, 32 anni, dal campo profughi di Al-Jalazoun (Ramallah), detenuto amministrativamente dal 5 novembre 2023.

Yamen Mohammed As'ad Abu Bakr, 19 anni, da Ya'bad (Jenin), detenuto amministrativamente dal 15 gennaio 2024.

La situazione nel carcere del Negev è stata descritta come senza precedenti. I detenuti vivono in uno stato costante di paura a causa dei trasferimenti forzati, della totale instabilità e della negazione dei minimi diritti umani. Le testimonianze parlano di maltrattamenti sistematici, perquisizioni umilianti, mani legate dietro la schiena e detenuti costretti a inginocchiarsi durante i controlli o le operazioni di conteggio.

La quantità di cibo è stata drasticamente ridotta e spesso non è non commestibile, causando una perdita di peso tra i 20 e i 30 kg per molti detenuti. Le celle sono sovraffollate, con 10-12 prigionieri per stanza, trasformate di fatto in celle punitive. Manca quasi tutto: coperte, vestiti, igiene di base, e l'ora d'aria viene concessa solo una volta ogni 7-14 giorni, per un massimo di 15-30 minuti – tempo appena sufficiente per lavarsi.

Inoltre, le sezioni carcerarie sono prive di beni essenziali: non ci sono zucchero, sale, tè, caffè, sigarette, medicinali, cibo in scatola, né acqua calda. Le condizioni di vita sono così gravi da mettere a rischio la salute fisica e mentale dei prigionieri.

Le testimonianze raccolte dall'avvocato della Commissione disegnano un quadro drammatico e inaccettabile della situazione carceraria nel Negev, che evidenzia gravi violazioni dei diritti umani.

Di fronte a questo scenario, è urgente un intervento internazionale che imponga il rispetto delle convenzioni sui diritti dei prigionieri e ponga fine alle pratiche arbitrarie e disumane attualmente in corso.
 
 
Fonte: Agenzia Ma'an
 

Autore Giuseppe Ballerini
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