Un’operazione congiunta della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, condotta nei mesi scorsi presso l’aeroporto di Malpensa, ha portato al sequestro di oltre 18.500 prodotti farmaceutici illegali e al deferimento all’Autorità Giudiziaria di 11 soggetti.

I controlli, intensificati nell’ambito delle attività di vigilanza alla frontiera doganale nello scalo varesino, erano mirati a contrastare l’importazione di medicinali privi delle necessarie autorizzazioni sanitarie per l’immissione in commercio sul territorio nazionale. I Finanzieri del Gruppo Malpensa, insieme ai funzionari doganali, hanno effettuato un’analisi approfondita dei flussi di passeggeri e delle spedizioni di merci, avvalendosi di strumenti avanzati di screening e dell’esperienza operativa maturata nel tempo.

Secondo quanto riferito in una nota delle Fiamme Gialle, i farmaci sequestrati risultavano non conformi alle normative sanitarie vigenti e potenzialmente pericolosi per la salute pubblica. I prodotti, importati dall’estero senza alcuna autorizzazione, erano occultati all’interno dei bagagli personali dei passeggeri, in spedizioni postali e in colli trasportati tramite corrieri espressi.

I medicinali erano destinati al trattamento di patologie gravi, tra cui malattie cardio-cerebrovascolari, sclerosi multipla e lesioni del midollo spinale. Altri prodotti risultavano impiegati in associazione a regimi dietetici per la perdita di peso o nell’ambito della medicina estetica, settori particolarmente esposti al rischio di diffusione di farmaci illegali.

La Guardia di Finanza sottolinea che l’operazione rientra in un più ampio piano di intensificazione dei controlli sulla sicurezza dei prodotti farmaceutici e sulla prevenzione degli illeciti doganali, con l’obiettivo di tutelare sia gli interessi erariali dello Stato sia la salute dei cittadini. Contrastare la circolazione di prodotti non conformi agli standard di sicurezza significa infatti garantire una maggiore protezione dei consumatori e salvaguardare un mercato leale e competitivo.

Le Fiamme Gialle precisano infine che l’attività si colloca nella fase delle indagini preliminari e che, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza sancito dal Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 188, la responsabilità degli indagati potrà essere definitivamente accertata solo in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna.