Con l’istituzione dell’ISEE è stato avviato un metodo di definizione della situazione economica di una famiglia per ricavarne il diritto ad avere agevolazioni o aiuti economici da parte dello Stato.
Di fatto si tratta di una società costituita da diverse persone che vivendo assieme mettono a fattor comune
- entrate e spese formando un conto economico normalmente verificato a fine mese
- patrimoni costituenti una riserva per far fronte ad eventi straordinari e a volte anche fonte di reddito.
L’attuale metodo di calcolo dell’ISEE presenta alcune anomalie che possono essere risolte migliorandolo in semplicità’ ed equità.
DATA DI AGGIORNAMENTO
Visto che si parla di redditi il momento ideale per emetterlo o aggiornarlo e’ in concomitanza della loro dichiarazione per il calcolo delle tasse (730). Il periodo inizia da Aprile quando sono disponibili tutti i dati dell’ anno precedente senza dover andare indietro di un altro anno per averlo pochi mesi prima.
E’ bene lasciarne la definizione all’ Agenzia delle Entrate inserendolo nel 730 come un quadro aggiuntivo che può contenere i dati provenienti dalle dichiarazioni delle presone fisiche costituenti la famiglia oltre agli altri specifici dell’ ISEE ed il suo calcolo.
Il cambio del metodo ha diverse utilità per:
- controllare l’avvenuta assegnazione di agevolazioni e aiuti economici usando i dati più recenti possibili
- emettere l’ISEE di riferimento per i conteggi dell’ anno in corso tenendo conto di quanto già accaduto.
- eliminare la DSU che duplica molti dati presenti nella dichiarazione dei redditi.
Ovviamente rimane la possibilità di modificarlo sempre a seguito di eventi importanti tipo: la nascita di un figlio, il decesso di un familiare, la separazione dei coniugi, la comparsa di una disabilità’ grave, la perdita del lavoro e altri simili che incidono in maniera importante sul risultato finale dell’indice
PATRIMONIO
Il calcolo dell’ISEE contiene la novità assoluta di valorizzare il patrimonio di una famiglia attribuendogli un peso convenzionale del 20 % nella situazione economica.
In termini molto semplici è composto da:
Denaro sul o sui conti correnti
E’ giusto il dato comunicato dalle banche al 31-12, mentre non è applicabile il concetto di giacenza media perché’ il patrimonio è la fotografia ad una data e non la gestione di movimenti che possono avere causali occasionali. Alcune tipiche sono:
- Vendita di titoli o accumulo risparmi per acquisto della casa, cambio mobili, lavori di ristrutturazione, interventi medici costosi ( dentista! ) o altre spese non gestibili con il normale flusso di cassa
- Entrate occasionali ( eredità, vincite al gioco, TFR ) normalmente investite in uno o più titoli che si ritrovano nel valore del deposito amministrato
Investimenti
Il dato viene comunicato dalle banche valorizzando i titoli alla data che è diverso dall’investito a causa delle oscillazioni dei mercati. In questo caso avrebbe più senso parlare di giacenza media perché’ la loro attuale volatilità è elevata.
Non va bene lo sconto sui titoli di stato (50.000 euro) perché sono un investimento come gli altri e generano anche delle cedole che entrano nel conto economico (al 3% valgono 1500 euro / anno).
Appartamenti, magazzini, locali commerciali e terreni
Non va calcolata la casa di abitazione perché’ non è un patrimonio disponibile. Si tratta di un bene essenziale per la famiglia che, anche se vale molto, non è vendibile. Ne servirebbe un’altra con maggiori costi rispetto ai benefici.
Inoltre, si elimina un metodo di calcolo complicato e discutibile nelle detrazioni applicate.
Per le altre proprietà immobiliari rimangono i dubbi sulla validità delle rendite catastali assunte come riferimento da rivalutare. Meglio sarebbe usare le quotazioni (euro/mq) disponibili nel sito dell’ Agenzia delle Entrate ( OMI) ricavate dal mercato locale applicandole alle superfici catastali che, almeno quelle,non variano nel tempo.
Debiti
Purtroppo esistono e devono essere inseriti nella valutazione corretta del patrimonio. Sono:
- Mutuo/i ( previsto/i )
- Prestiti fiduciari. Si tratta di debiti contratti con banche, poste, società finanziarie per sostenere spese straordinarie necessarie e non copribili in altro modo. Sono da restituire come un mutuo a rate mensili con interessi elevati e in tempi brevi.
- Finanziamento auto. Se esiste e’ un debito.
- Debiti verso lo Stato. Si tratta di circa 1300 miliardi di euro di cartelle esattoriali emesse e in sofferenza di pagamento. Nella maggior parte dei casi sono a carico di una persona fisica quindi componente di una famiglia.Si possono non pagare come stanno facendo in molti ma il debito rimane.
La previsione di una franchigia è d’ obbligo perché’ in una famiglia devono esistere delle riserve per fare fronte ad eventi imprevisti e non possono essere considerate una ricchezza aggiuntiva.
CONTO ECONOMICO
L’ ISEE si limita a valutare i redditi intesi come denaro disponibile per le spese della famiglia e quindi devono esser considerati al netto di riduzioni e trattenute che li diminuiscono.
Le tasse e i contributi previdenziali obbligatori determinano la trasformazione dal lordo al netto ma il risultato finale dipende da diverse variabili e non è sintetizzabile in una detrazione forfettaria.
Le motivazioni delle differenze sono molte e a volte economicamente importanti. Si può ricordare che:
- Il calcolo IRPEF di una famiglia monoreddito è diverso rispetto ad un’ altra con due redditi equivalenti
- la presenza di deduzioni e detrazioni può generare un credito rimborsabile o utilizzabile in compensazione nel pagamento di altre tasse.
- il diritto al trattamento integrativo (1200 euro/anno ) viene riconosciuto sul reddito della persona fisica e non della famiglia
- a parità di reddito le regole applicabili tra lavoro dipendente e autonomo sono diverse
- gli affitti sono tassati al 10 % o al 21% se in cedolare secca oppure come IRPEF
- i contributi previdenziali sono certi se trattenuti alla fonte, negli altri casi può capitare qualche dimenticanza.
Quindi per sistemare l’effetto “tasse “serve la dichiarazione dei redditi dalla quale emerge il dovuto e il pagato dalle persone fisiche costituenti la famiglia.
A completamento si possono aggiungere le tasse non IRPEF tipo IRAP, IMU, TARI, eventuale TASI, bollo auto e bancarie varie che sono ugualmente note allo Stato e obbligatorie.
Per la valutazione delle rendite finanziarie non serve il conteggio “figurato “ perché’ le cedole, i dividendi e i proventi da compra- vendita di titoli sono tutti accreditati e tassati alla fonte dalle banche che possono fornire un riepilogo annuale.Nella valutazione di questi redditi devono entrare anche le cedole provenienti dai titoli di stato.
Esistono altri tipi di reddito oltre quelli previsti nelle istruzioni che occorre aggiungere perché’ possono influire sul risultato finale dell’ ISEE :
- Aiuti assistenziali non dipendenti dall’ ISEE tipo Assegno Unico ( la quota minima riconosciuta a tutti), Invalidità, Accompagnamento, Cassa Integrazione, NASPI, Maternità e altri simili.
- Eventuali interventi fatti da Comuni/Regioni tipo i pagamenti di affitti e bollette che sono un rimborso spese e quindi un reddito aggiuntivo
- Entrate per prestazioni occasionali gestite con i voucher.
La somma di tutti questi valori costruisce la situazione dei redditi della famiglia alla quale non va applica alcuna riduzione oltre le tasse che sono indipendenti dai comportamenti della famiglia stessa.
Non è possibile detrarre in modo sistematico altre spese perché sono tutte molto variabili nella qualità e nella quantità, spesso non documentate e appena se ne inserisce una esistono rischi di creare delle disuguaglianze nel trattamento.
Un esempio calzante è la detrazione dell’affitto ( prevista ma da togliere ) che a volte è obbligato e altre è una scelta di vita.
Automaticamente pone il dubbio sulla proprietà della casa perché possono esistere:
- una rata di mutuo anche superiore all’ affitto,
- le spese condominiali interamente a carico del proprietario,
- le manutenzioni straordinarie sempre a carico come sopra ma che possono aver richiesto un prestito aggiuntivo
e, attualmente, è valutata nel patrimonio alzando il risultato finale dell‘ ISEE stesso.,
L’ISEE che si ottiene deve essere considerato un indice e non la costruzione di un conto economico completo infattibile ne’ per i single e tanto meno per le famiglie,deve essere unico per le diverse applicazioni e, ove necessario, si può modificare le modalità di concessione dell’agevolazione richiesta.
Visto che lo strumento contiene approssimazioni e/o possibili mancanze e’ opportuno rendere più flessibili le soglie fisse che se superate di un euro annullano il diritto.
Il concetto è già in uso nel calcolo dell’Assegno Unico per i figli dove gli importi assegnati sono definiti per range di valori ISEE e l’ eventuale uscita dal range comporta comunque una piccola differenza nell’ importo pagato.
L’ISEE si basa su dati documentati e ovviamente esclude ogni altra forma di reddito “irregolare “però un risultato finale molto basso, ricavato per altro da un consuntivo, può porre seri dubbi sul come la famiglia sia sopravvissuta.


