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È Igor Tudor il primo allenatore esonerato nella stagione 2025-2026

"Juventus FC comunica di aver sollevato in data odierna Igor Tudor dall'incarico di allenatore della Prima Squadra maschile e con lui il suo staff composto da Ivan Javorcic, Tomislav Rogic e Riccardo Ragnacci.La Società comunica inoltre di aver affidato momentaneamente la guida della Prima Squadra Maschile a Massimo Brambilla che mercoledì sera siederà sulla panchina in occasione del match Juventus-Udinese.Il Club ringrazia Igor Tudor e tutto il suo staff per la professionalità e la dedizione dimostrate in questi mesi e augura loro il meglio per il futuro professionale".

La Juventus ha, pertanto, ufficialmente sollevato Igor Tudor dall'incarico di allenatore. La decisione è arrivata poche ore dopo la sconfitta contro la Lazio all'Olimpico, ennesimo capitolo di una crisi che ormai da settimane attanaglia il club bianconero. Il gol di Basic ha condannato la Juventus alla terza sconfitta consecutiva, l'ottava partita di fila senza vittorie e la quarta gara senza reti segnate. Numeri impietosi che hanno convinto la dirigenza ad agire immediatamente.

Queste erano state - rilasciate a Dazn - le parole del tecnico croato dopo la sconfitta subita ieri all'Olimpico nel posticipo di Serie A contro la Lazio di Maurizio Sarri: 

"Io non penso a me stesso, non è tanto per dire. Vivo nel presente, non mi importa nulla del mio futuro. Mi interessa fare quello che posso.  È un momento brutto, dobbiamo stare uniti, tutti insieme. C'è delusione. L'abbiamo preparata nel modo giusto, ma ci manca sempre qualcosa. Dietro c'è sempre lo sbaglio di qualcuno, davanti non si segna e allora si perdono le partite. Ci sentiamo malissimo, ma serve compattarsi. Tutti sono responsabili, è sempre così in questi momenti. Bisogna stare uniti, si gioca subito e con una vittoria si può ripartire. Dimissioni? Non sono abituato a fare passi indietro: i passi, sempre avanti".

Dal successo contro l'Inter lo scorso 13 settembre, la Juventus non è più riuscita a vincere: un crollo verticale che ha coinvolto campionato e Champions League. Oggi i bianconeri si ritrovano all'ottavo posto in classifica, a sei punti dalla vetta, con un rendimento da zona medio-bassa della graduatoria. A pesare non ci sono solo i risultati, ma anche le prestazioni: gioco assente, identità tattica mai trovata, confusione nelle scelte e un clima di nervosismo sempre più evidente.

Le ultime tre gare, disputate tutte in trasferta e tutte perse (Como, Madrid e Roma), hanno certificato l'involuzione della squadra. Mancano idee, manca una formazione titolare chiara, mancano certezze. Il celebre motto juventino “Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta” si è trasformato in un boomerang per Tudor, incapace di tradurre in campo l'essenza del DNA bianconero.

Nonostante l'imminente impegno infrasettimanale contro l'Udinese, che rappresenta un crocevia fondamentale per la stagione, la Juventus ha deciso di non concedere ulteriore tempo al tecnico croato. Niente fiducia a termine: l'esonero è arrivato immediatamente, segnale evidente della volontà del club di invertire la rotta prima che la situazione diventi irreversibile.

Ora si apre il capitolo più delicato: la scelta del nuovo allenatore. In pole position ci sono due profili di altissimo livello e di comprovata esperienza internazionale:

  • Luciano Spalletti, reduce dal trionfo in Serie A con il Napoli e apprezzato per la sua capacità di rigenerare squadre in difficoltà;
  • Roberto Mancini, già campione d'Europa con l'Italia, un nome forte che garantirebbe leadership e prestigio.
  • Restano più defilate le opzioni interne, tra cui Raffaele Palladino, ex juventino e tecnico gradito per la conoscenza dell'ambiente e per un ingaggio più sostenibile.


La Juventus volta pagina, nella speranza che il cambio in panchina sia la scintilla necessaria per risollevare una stagione che rischia di precipitare nell'anonimato. Tudor paga per tutti, ma la crisi dei bianconeri va oltre il singolo allenatore: servirà un progetto chiaro, idee precise e una guida forte per restituire identità a una squadra che ha smarrito se stessa.

Autore Mauro Sartini
Categoria Sport
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