Emmanuel Todd, antropologo francese noto per le sue analisi controcorrente, torna a scuotere il dibattito europeo sulla guerra in Ucraina. Secondo Todd, la narrazione occidentale che descrive il conflitto come una semplice invasione russa ignora il contesto storico più profondo. Come afferma lo storico di St. Germain, la radice della crisi risiederebbe nell’espansione della NATO verso est e nel ruolo dell’Ucraina come avamposto strategico dell’Occidente. Una lettura che si inserisce nella sua più ampia critica al declino geopolitico e culturale dell’Occidente, tema centrale anche nel suo recente saggio La sconfitta dell’Occidente.

Todd sostiene che, dal punto di vista russo, la guerra sia percepita come difensiva, una risposta a un accerchiamento progressivo che avrebbe portato l’Alleanza Atlantica a ridosso dei confini di Mosca. Ciò che lo colpisce è la “cecità” europea: aggressori convinti di essere vittime, immersi in una spirale di autoillusione che, secondo lui, rivela un più ampio impulso autodistruttivo dell’Europa contemporanea.
Afferma Todd: "Per me, è ovvio che americani ed europei siano gli aggressori, visto che si sono avvicinati a mille chilometri da Mosca. Questa è la situazione oggettiva. Ciò che è affascinante è che questi aggressori pensino di essere attaccati e di essere costretti a difendersi".