Se abbattono alberi in un luogo pubblico fare subito ESPOSTO-SEGNALAZIONE ALLA CORTE DEI CONTI PER DANNI AMBIENTALI ED ERARIALI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE PUBBLICA, NON AVENDO RISPETTATO LE DIRETTIVE DEL DM CAM VERDE URBANO DEL 10-3-2020, PUBBLICATO IN G.U. il 20-4-2020 (www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/04/20A01904/sg) e diventato legge dello stato ad agosto 2020.

Inoltre non hanno rispettato la direttiva UE che vieta i tagli da marzo ad agosto incluso, per tutelare la nidificazione dell'avifauna selvatica: non si può né abbattere né potare. Se viene attribuita la multa, questa è a carico degli amministratori, non della comunità, inoltre la nidificazione della fauna selvatica è protetta (direttiva n. 2009/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, esecutiva in Italia con la legge n. 157/1992 e s.m.i.) ed è vietato alcun disturbo/danneggiamento/uccisione delle specie avifaunistiche in periodo della nidificazione, che può integrare anche eventuali estremi di reato, in particolare ai sensi dell’art. 544 ter del codice penale.

SCRIVETE, NON Lasciate CHE IL TUTTO AVVENGA SENZA TRACCIA SCRITTA.

Il vero perché di questo? Business!

C'è un giro maledetto di questo losco affare di taglio e ripiantumazione di alberi... il tutto pagato da progetti presentati per il PNRR, che è indirizzato a ben altri scopi e non certo a distruggere l'ambiente.

PRIMA FANNO TAGLIARE E POI RIPIANTUMARE ALTRI ALBERI. DI QUESTI ULTIMI NON VEDRANNO MAI LA CRESCITA PERCHÉ L'ALBERO, PER GIUNGERE A MATURAZIONE ARBOREA CI IMPIEGA MINIMO 50 ANNI.

Sia abbattimento che ripiantumazione portano un giro di soldi considerevole.

I PRIMI COMPLICI SONO I SINDACI E GLI ASSESSORI COMUNALI CHE AUTORIZZANO QUESTI SCEMPI. I SECONDI COMPLICI SONO I CITTADINI CHE NON PROTESTANO E NON FANNO SERRATE INTORNO AGLI ALBERI.

In molte città la protesta cittadina ha fatto desistere le motoseghe.