Perché non è sbagliato definire il "7 ottobre giornata della Resistenza palestinese"
Ramallah – In un'intervista televisiva, Jibril Rajoub, segretario del Comitato Centrale di Fatah, ha espresso durissime accuse contro Israele, affermando che "i nipoti delle vittime dell'Olocausto stanno praticando un Olocausto contro il popolo palestinese".
Rajoub ha dichiarato che "il terrorismo ufficiale israeliano ha rivelato al mondo il vero volto dello Stato d'occupazione". Secondo il dirigente di Fatah, il recente cambiamento nell'opinione pubblica internazionale "è stato raggiunto grazie al terrorismo ufficiale dell'occupazione e ai suoi crimini contro i figli del nostro popolo, oltre che alla resistenza eroica e leggendaria del nostro popolo stesso".
Commentando gli eventi del 7 ottobre, Rajoub ha affermato che "il 7 ottobre è una reazione ai crimini dell'occupazione contro i figli del nostro popolo" e ha aggiunto che "l'occupazione è responsabile di ciò che è accaduto il 7 ottobre".
Ha inoltre descritto l'operazione "Diluvio di al-Aqsa" come "una risposta naturale alla negazione da parte dell'occupazione dei diritti del popolo palestinese".
Rajoub ha ribadito che "l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina deve rimanere l'unico rappresentante del popolo palestinese” e ha rivelato di aver chiesto a Hamas “di accettare tutti gli impegni dell'OLP. Mi auguro che i fratelli di Hamas pongano fine al governo parallelo nella Striscia di Gaza", ha dichiarato. Ha poi invitato il movimento islamista "ad accettare come riferimento le risoluzioni delle Nazioni Unite per la soluzione della questione palestinese".
Rajoub ha anche sottolineato che "non si può condannare la lotta armata nella nostra storia, e noi in Fatah siamo partiti proprio sulla base dello scontro aperto con l'occupazione".
Ha aggiunto: "Abbiamo il diritto di raccogliere politicamente ciò che abbiamo seminato nella lotta armata". Infine, ha dichiarato: "Aspiriamo a costruire uno Stato democratico fondato sulla partnership, e abbiamo bisogno di riforme in molti ambiti".
Il dirigente di Fatah ha espresso ciò che nell'ultima manifestazione a Roma era riassunto in uno striscione che i soliti benpensanti hanno condannato come se fosse stato un insulto. Che vi era scritto?
"7 ottobre giornata della Resistenza palestinese".
Perché quella scritta non è sbagliata? Perché quello che accade in Palestina oggi non è iniziato il 7 ottobre come i propagandisti pro Israele pretendono di sostenere, ma almeno dal 1947... dopo che è iniziata la pulizia etnica del popolo palestinese.
Il terrorismo palestinese è stato una risposta alle atrocità dello Stato ebraico cui la "democraticissima" comunità internazionale non ha mai voluto mettere un fine. E quando l'OLP si è disarmata la Cisgiordania è stata invasa dai coloni ebrei con la Corte Suprema di Tel Aviv che ha supportato e continua a supportare l'acquisizione illegale di terra palestinese.
Perché di questo i benpensanti scandalizzati da uno striscione non dicono una parola?
Ma il 7 ottobre è stato un pogrom... con 1.139 morti, di cui circa 300 però indossavano una divisa. Eppure una parte di quei morti è stata uccisa da fuoco amico! Lo Stato ebraico si è guardato bene finora dal fare un'inchiesta "ufficiale" su quanto accaduto quel giorno, ma è già stato stabilito che dei civili israeliani sono stati massacrati da un paio di Merkava che dovevano far fuori dei miliziani palestinesi che si erano asserragliati all'interno di un'abitazione...ed altroi ne sono stati uccisi in base al protocollo (o direttiva) Annibale!
Ma quel che è peggio è che nessuno dice che se 1.139 morti devono giustificare una risposta armata contro un territorio (militari e civili compresi, in base alle dichiarazioni rilasciate dalle autorità israeliane), perché allora i precedenti 12mila morti palestinesi uccisi da Israele dal 2000 fino a settembre 2023 [1] non avrebbero dovuto pretendere analoga risposta?
Ma nessuno lo dice, nessuno lo spiega, tutti fanno finta di non sapere... forse perché in quel caso dovrebbero esser costretti a riconsiderare che Hamas sia un movimento terrorista e ad ammettere che la comunità internazionale sia altrettanto complice dei crimini dello Stato ebraico.
E così è più conveniente metter su una canea contro uno striscione e chi lo ha esposto.
Lo stesso dicasi per la canea su Francesca Albanese, colpevole di ricordare a dei fanatici del negazionismo che il crimine di genocidio non lo decidono gli opinionisti o gli scampati all'Olocausto ma commissioni di esperti, in base a indagini accurate, testimonianze e prove in base ad una convenzione che tutti i Paesi membri dell'ONU hanno sottoscritto.
E quegli ignoranti se la prendono con l'Albanese anche perché si è intestardita nel voler ricordare ai fanatici pro Israele, democratici da operetta, che se meritano considerazione gli "ostaggi" israeliani, perché diavolo non devono avere lo stesso peso e la stessa considerazione anche quelli palestinesi, che sono un "tantinello" di più e che vengono affamati, torturati e assassinati?
Ieri è morto Ahmad Hatem Mohammad Khdeirat, 22enne residente nella città di Adh-Dhahiriya, nel governatorato di Hebron. Era in custodia amministrativa dal 23 maggio 2024. Il numero dei prigionieri palestinesi deceduti mentre erano detenuti nelle carceri militari israeliane dal 7 ottobre 2023 sale così a 78.
Secondo gli ultimi dati di Addameer, l'associazione per il sostegno ai prigionieri palestinesi e i diritti umani, attualmente nelle carceri e nei centri di detenzione israeliani si trovano 11.100 prigionieri politici palestinesi, tra cui 400 bambini e 53 donne. Questo numero include circa 3.544 palestinesi sottoposti a "detenzione amministrativa", che consente la detenzione di palestinesi senza accusa né processo per intervalli rinnovabili che vanno dai tre ai sei mesi, sulla base di prove non divulgate che persino all'avvocato del detenuto è impedita la visione.
E allora c'è ancora qualcuno che ha il coraggio di dire che Francesca Albanese sia una fanatica, come sostiene il benpensante, molto ignorante o complice, Corrado Augias (e molti altri come lui)?
[1] Fonti:
OCHA: www.ochaopt.org/data/casualties
B'Tselem: www.btselem.org/statistics