La Regione Siciliana ha approvato una legge per rafforzare l’applicazione della legge 194 del 1978, che disciplina l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG). L’obiettivo dichiarato è chiaro: garantire alle donne un accesso reale e uniforme a un servizio che, nei fatti, risulta spesso ostacolato dall’altissimo numero di medici obiettori di coscienza. Ma il Governo non ci sta e ha deciso di impugnare la legge regionale n. 23 del 5 giugno 2025, ritenendola parzialmente illegittima.
Il nodo principale è l’articolo 2, che prevede la creazione di aree funzionali dedicate all’IVG nelle strutture sanitarie in cui non siano già presenti. La norma introduce inoltre concorsi specifici per il reclutamento di medici non obiettori, e obbliga le aziende sanitarie a sostituire entro 120 giorni i professionisti che, cessando dal servizio o dichiarandosi successivamente obiettori, lascino scoperti i reparti.
Una misura che la Regione considera necessaria: secondo i dati del Ministero della Salute, infatti, in Sicilia l’81,5% dei ginecologi è obiettore, la percentuale più alta d’Italia dopo il Molise (90%). In media, nel 2022 i ginecologi obiettori erano il 60,5% a livello nazionale, già un dato molto elevato, seppur in calo rispetto al 63,6% del 2021.
Dal canto suo, il Consiglio dei Ministri contesta la legittimità della norma. L’esecutivo sostiene che alcune disposizioni della legge siciliana “eccedono dalle competenze statutarie” e si pongono in contrasto con la normativa statale in materia di ordinamento civile. Secondo il Governo, sarebbero violati l’articolo 117 della Costituzione e principi fondamentali come il diritto all’obiezione di coscienza, la parità di accesso ai concorsi pubblici e l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
Per questo, nella riunione del 4 agosto, il CdM ha dato il via libera all’impugnativa davanti alla Corte Costituzionale.
Ora la palla passa ai giudici: saranno loro a stabilire se la Sicilia potrà portare avanti la sua sfida per rendere più concreta la 194 o se la legge regionale cadrà sotto i colpi delle eccezioni di legittimità sollevate dal Governo.


