Secondo te, il soprannaturale in un giallo complica la ricerca della verità o la rende più profonda?
Il soprannaturale nel libro serve a semplificare la parte della deduzione, che trovo sempre molto lunga e inutile nei ‘veri’ gialli. Sicuramente il mio obiettivo anche in questo caso è nascondere la critica alla società contemporanea sotto il guscio di una storia all’apparenza leggera.
Nel romanzo contemporaneo con venature romance e young adult, quali aspetti della società attuale entrano maggiormente nei tuoi personaggi?
L’ho scritto di getto come reazione all’ondata dei femminicidi, quindi di certo ha molto delle difficoltà nel rapporto uomo-donna, ma entrano tutta una serie di tematiche secondarie come la socialità, le preferenze sessuali, le dipendenze. Si tratta di un tema assolutamente mainstream, per il quale ho reso anche la mia penna più leggera, proprio per accompagnare la storia oltre i limiti dello scrittore.
Per i lettori più giovani, l’amore che racconti è soprattutto un approdo sicuro o un rischio che può ferire?
Entrambe le cose, a volte in contrapposizione, a volte in sovrapposizione. Non mi pongo mai come guida o guru, ma il mio obiettivo è far pensare. Ho già dedicato un libro ai più giovani, un altro young adult che era in realtà un romanzo corale, il seminale ‘La stagione dei grandi amori’, pubblicato in self e a quattro mani, ma senza il quale non sarei qui. In questo libro però l’ambientazione è italiana, anche se ‘on the road’, perché segue le date dei concerti di una band.
Lavorando su tre libri differenti, qual è l’aspetto della scrittura che ti sorprende più spesso di te stesso?
La struttura narrativa a capitoli pensati come scene teatrali rimane centrale e mi accompagnerà per tutta la carriera. Cambia però la prospettiva: lo young adult ha la classica alternanza dei due POV uomo e donna, il giallo è narrato dal flusso in prima dell’investigatore, il noir è un semi corale che ci porta a conoscere i personaggi della valle attraverso un POV multiplo.
C’è un filo nascosto che lega questi tre progetti, nonostante appartengano a generi lontani?
Il filo nascosto avvolge tutti i miei libri e l’obiettivo è di arrivare a un determinato numero di pubblicazioni che coprano quasi tutto lo spettro della narrativa. Però se vuoi il collegamento evidente tra queste tre storie in particolare è dato dalla loro distribuzione geografica nel Nord Italia, con due che hanno base in Lombardia e l’altra in un Piemonte mezzo valdostano.
Scrivere, per te, è più un modo di dare risposte o di aprire nuove domande? Non mi piace dare risposte perché so di non averne. Scoprire altre domande invece è sempre l’occasione per aggiungere tematiche secondarie a quelle principali di un libro. Nel momento in cui mi dovessi accorgere che sto scrivendo solo per me stesso o per portare a termine il progetto, senza avere più quelle problematiche da Cronista dell’invisibile da portare alla luce, allora potrei anche dire basta. Ma quel giorno è ancora lontano


