In occasione della Giornata Mondiale del Rene, il Centro Trapianti di Rene e Rene-Pancreas dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma traccia il bilancio di 18 anni di attività. Avviato nel 2007, il centro ha recentemente superato quota 700 trapianti di rene, confermandosi una realtà consolidata a livello regionale e nazionale.
I dati più recenti indicano una crescita significativa dell’attività. A febbraio 2026 i pazienti in lista d’attesa sono 245, mentre i trapianti eseguiti dall’inizio dell’anno sono 20. Nello stesso periodo del 2025 i pazienti in lista erano 175 e i trapianti effettuati solo 2.
Un segnale particolarmente rilevante riguarda la donazione da vivente, che continua ad aumentare. I trapianti di rene da donatore vivente sono infatti raddoppiati in un anno, passando da 4 nel 2024 a 8 nel 2025. Si tratta di una modalità che consente di ridurre i tempi di attesa e migliorare gli esiti clinici per i pazienti.
Fin dalla sua nascita, il Centro ha puntato su una stretta collaborazione tra nefrologi e chirurghi. I nefrologi seguono i pazienti nello studio preliminare per l’inserimento in lista e nel follow-up dopo il trapianto, mentre i chirurghi gestiscono l’intero percorso operatorio. Nel tempo è stata inoltre costruita una rete con le nefrologie del territorio per ottimizzare la presa in carico dei candidati al trapianto.
Sul fronte chirurgico, il Centro utilizza anche metodiche di perfusione degli organi, che permettono di controllarne meglio la qualità e ampliare le possibilità di utilizzo dei reni donati.
Nel corso degli anni l’équipe ha affrontato tutte le principali tipologie di trapianto di rene: da donatore deceduto a cuore battente o non battente, da donatore vivente consanguineo e non, in modalità singola, doppia o crociata. Il Centro partecipa inoltre a programmi di trapianti combinati, come rene-pancreas, rene-cuore e rene-fegato.
«La lunga esperienza e l’alta specializzazione del centro ci permettono di offrire sempre più opportunità di trattamento, anche a pazienti con condizioni cliniche molto complesse», sottolinea l’Azienda nella nota diffusa per la ricorrenza.
Il professor Paolo De Paolis, responsabile del programma trapianti di rene del San Camillo Forlanini e direttore della UOC Nefrologia, Dialisi e Trapianto di Rene, ha voluto ringraziare i pazienti e le associazioni che negli anni hanno affiancato l’attività del centro.
«Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine ai 3.500 pazienti che nel corso degli anni si sono affidati al nostro Centro Trapianti. La loro fiducia è uno stimolo quotidiano e la conferma del lavoro che svolgiamo», ha dichiarato De Paolis. «I pazienti in lista per un trapianto di rene possono trascorrere anche molti anni in dialisi: la loro pazienza e la fiducia che ripongono in noi non sono mai scontate».
Il Centro collabora stabilmente con altri ospedali attraverso il Centro Regionale Trapianti Lazio, partecipando a programmi nazionali di scambio di organi come il Programma Nazionale Iperimmuni e i protocolli per i trapianti urgenti.
Inoltre, grazie alla collaborazione con l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani, è stato avviato un programma dedicato al trapianto di rene in pazienti con HIV, con risultati clinici positivi nel tempo.
De Paolis ha infine ringraziato l’intero personale sanitario coinvolto nel percorso trapiantologico — infermieri, nefrologi, chirurghi, anestesisti, infettivologi e altri specialisti — e ha rivolto un pensiero ai donatori e alle loro famiglie.
«La generosità dei donatori permette a molti pazienti di guardare al futuro con più serenità e speranza», ha concluso.


