Dopo le prime anticipazioni di giugno e luglio, è arrivato il momento di aggiornare la corsa all’Oscar per il Miglior Film d’Animazione. Alcune certezze si sono rafforzate, mentre 3 nuovi titoli hanno fatto un ingresso sorprendente, conquistando pubblico e critica: Olivia and the Invisible Earthquake, vincitore del Premio della Giuria ad Annecy; I Am Frankelda, primo film in stop-motion realizzato in Messico; e Kpop Demon Hunters, che grazie alla spinta promozionale di Netflix punta non solo alla categoria principale, ma anche a quella per la Miglior Canzone Originale.
Negli ultimi anni, la categoria dell’animazione ha vissuto una trasformazione profonda: da terreno quasi esclusivo dei grandi studi americani come Disney e Pixar, è diventata un vero campo di sperimentazione artistica e narrativa a livello globale. La vittoria di film come Il ragazzo e l’airone e Flow ne è la dimostrazione: oggi le opere d’animazione non sono più viste solo come prodotti per famiglie, ma come veri e propri film d’autore capaci di affrontare temi profondi e universali.
Tra i titoli più quotati in vista della prossima stagione dei premi troviamo in testa Kpop Demon Hunters, sostenuto da una delle campagne Oscar più aggressive firmate Netflix. Subito dietro, Scarlet, il nuovo attesissimo lavoro di Mamoru Hosoda, distribuito da Sony Pictures Classics, che si preannuncia come una delle opere più mature del regista giapponese. Zootropolis 2, forte del successo del primo capitolo vincitore dell’Oscar, rappresenta la carta più forte di Disney, mentre Arco, vincitore del Cristal Award ad Annecy, si distingue per la sua forza visiva e il messaggio ecologico.
In un panorama sempre più internazionale e diversificato, l’animazione si conferma uno dei linguaggi più vitali e innovativi del cinema contemporaneo. La corsa agli Oscar di quest’anno non sarà solo una competizione tra studi, ma un confronto tra visioni artistiche molto diverse, che riflettono la ricchezza e la complessità del mondo che raccontano.


