Hezbollah, le parole del segretario generale che smentiscono molti luoghi comuni: «Siamo nati per la Palestina»
Secondo quanto riferisce IRNA, lo sceicco Naim Qassem, segretario generale di Hezbollah in Libano, in un messaggio inviato martedì al secondo convegno internazionale “Ghadir e Resistenza”, svoltosi presso il santuario dell'Imamzadeh Yahya ibn Zayd a Mashhad (Miyami) alla presenza di esponenti religiosi, accademici e culturali del cosiddetto “fronte della resistenza”, ha dichiarato:
«Dal Signore dei Martiri, l'Imam Husayn, abbiamo imparato come sostenere il fronte della verità, liberare la nostra terra, vivere con dignità e onore e portare alta la bandiera dell'Islam, anche quando i sacrifici richiesti sono enormi».Oggi, dalla nascita della Resistenza islamica, ci troviamo ad affrontare il confronto più duro con il mostro aggressore israeliano, sostenuto dal tiranno americano. Un mostro che uccide bambini, donne e uomini, distrugge case e campi agricoli e costringe le popolazioni ad abbandonare le proprie terre».Questo è ciò che ha fatto a Gaza, dove oltre 80.000 persone hanno perso la vita, e lo stesso è accaduto in Libano, dove dal 7 ottobre 2023 a oggi si contano più di 10.000 martiri. Sono caduti il nobile leader della Resistenza in Libano, il martire Sayyed Hassan Nasrallah, Sayyed Hashem Safieddine e numerosi comandanti, ma noi siamo rimasti sul campo e abbiamo resistito grazie all'eredità del Profeta Muhammad, alla guida di Ali, all'amore per gli Imam e all'attesa del Mahdi».
Qassem sottolinea inoltre che i giovani della Resistenza islamica in Libano si sono confrontati con oltre 90.000 soldati e ufficiali dell'esercito israeliano, dotati di sofisticati armamenti terrestri, navali e aerei, riforniti quotidianamente dagli Stati Uniti attraverso continui ponti aerei di munizioni e armi.
Ripercorrendo le origini del movimento, il leader di Hezbollah ricorda che il partito nacque dopo l'invasione israeliana del Libano del 1982, giunta fino a Beirut:
«Hezbollah fu fondato da un gruppo di credenti che prestarono fedeltà al leader della Rivoluzione islamica e guida dei musulmani, l'Imam Khomeini. Egli accolse quel giuramento e ci indirizzò verso la priorità del sostegno alla Palestina e del confronto con il nemico israeliano, sulla base della fede, dell'unità islamica e della lotta nel nome di Dio». ...
Secondo IRNA, il secondo convegno internazionale “Ghadir e Resistenza” è stato organizzato con l'obiettivo di approfondire, sul piano scientifico e culturale, il legame tra l'evento di Ghadir e il concetto di resistenza islamica. Dopo una serie di seminari preparatori e la raccolta di contributi accademici, l'evento si è svolto oggi presso il santuario dell'Imamzadeh Yahya ibn Zayd.
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Questa notizia, per ricordare che Hezbollah nacque in risposta all'invasione israeliana del Libano del 1982 e fece della difesa della causa palestinese e della lotta contro Israele due elementi centrali della propria identità fin dalle origini...
In Occidente, dalla propaganda nazi-sionista, Hezbollah viene descritto esclusivamente come un'organizzazione nata per distruggere Israele. Una definizione che coglie soltanto una parte della sua storia e che rischia di oscurare le circostanze che portarono alla nascita del movimento sciita libanese.
A ricordarlo è stato lo stesso segretario generale, Naim Qassem, in un messaggio inviato al convegno internazionale "Ghadir e Resistenza". Ripercorrendo le origini del movimento, Qassem ha ricordato che Hezbollah nacque dopo l'invasione israeliana del Libano del 1982 e che l'Imam Khomeini indicò come priorità «il sostegno alla Palestina e il confronto con il nemico israeliano».
Non si tratta soltanto di propaganda contemporanea. Anche la ricostruzione storica conferma che Hezbollah emerse proprio nel contesto dell'occupazione israeliana del Libano meridionale seguita all'operazione militare lanciata da Israele nel giugno del 1982. Migliaia di militari israeliani arrivarono fino a Beirut con l'obiettivo dichiarato di espellere le organizzazioni palestinesi presenti nel Paese. Fu in quel contesto che gruppi sciiti libanesi, sostenuti dall'Iran rivoluzionario di Khomeini, diedero vita a quella che sarebbe diventata Hezbollah.
La causa palestinese fu dunque presente fin dall'atto di nascita del movimento. Non come elemento secondario, ma come uno dei motivi fondanti della sua esistenza. Lo stesso Qassem lo ribadisce oggi quando indica nella difesa della Palestina una delle ragioni principali della lotta del movimento.
Ciò non significa però che Hezbollah sia nato soltanto per sostenere i palestinesi. I primi documenti ideologici dell'organizzazione mostrano infatti un progetto politico e religioso molto più ampio. Nel manifesto del 1985 Hezbollah dichiarava apertamente il proprio rifiuto dell'esistenza dello Stato di Israele, considerato un'entità illegittima sorta su territori musulmani occupati. Nello stesso documento emergeva anche l'aspirazione a costruire una repubblica islamica in Libano sul modello iraniano.
Ridurre quindi Hezbollah a una semplice organizzazione "pro-palestinese" sarebbe storicamente scorretto. Ma altrettanto scorretto è descriverlo come un movimento nato esclusivamente per "abbattere Israele", ignorando il contesto dell'occupazione israeliana del Libano e il ruolo centrale che la questione palestinese ebbe nella sua formazione.
Le parole di Qassem riportano l'attenzione proprio su questo punto: nella narrazione di Hezbollah la lotta contro Israele e la difesa della Palestina sono sempre state due facce della stessa medaglia. Una visione che può essere condivisa o contestata, ma che rappresenta uno degli elementi fondamentali per comprendere la storia del movimento sciita libanese e il suo radicamento in una parte significativa della società del Libano meridionale.
A oltre quarant'anni dalla sua nascita, Hezbollah continua infatti a presentarsi non come una forza impegnata in una guerra di religione, bensì come un movimento di "resistenza" nato dall'occupazione del Libano e dalla solidarietà verso il popolo palestinese. È questa l'identità che il suo attuale leader ha voluto riaffermare, ricordando che l'organizzazione vide la luce nel 1982 non in un vuoto storico, ma all'interno di uno dei momenti più drammatici della storia contemporanea del Medio Oriente.