Antonio Del Donno è tra i protagonisti del servizio del TGR Umbria dedicato alle mostre di Palazzo Collicola, a Spoleto, dove i Musei Civici propongono in questa stagione un percorso che intreccia arte contemporanea, spiritualità e sperimentazione. Il programma espositivo, inaugurato il 21 febbraio 2026, riunisce infatti quattro progetti che accompagnano il pubblico fino ai primi giorni di giugno.

Al centro dell’attenzione c’è “Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea”, mostra collettiva allestita al piano terra del museo e visitabile fino al 2 giugno 2026, a cura di Gianni e Giuseppe Garrera. Il progetto nasce in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi e propone una rilettura contemporanea della sua figura, profondamente legata al territorio umbro e a Spoleto.

Secondo la presentazione ufficiale del Comune di Spoleto, il percorso espositivo ripercorre l’esempio di San Francesco attraverso “frammenti luminosi” rintracciabili nell’arte contemporanea, sviluppando un dialogo tra memoria storica e sensibilità del presente. La mostra si fonda su prestiti provenienti dalle collezioni private dei curatori, arricchiti da prestiti nazionali e internazionali e da opere site-specific pensate per gli spazi storici di Palazzo Collicola.

In questo contesto si inserisce anche la presenza di Antonio Del Donno, indicato tra gli artisti coinvolti nel progetto espositivo insieme, fra gli altri, ad Alberto Burri, Gino De Dominicis, Jimmie Durham, Yoko Ono, Giulio Paolini, Cesare Pietroiusti e Tomas Saraceno. La mostra, spiegano ancora i materiali ufficiali, affronta temi come la povertà assoluta, il “farsi minori”, il rapporto con il creato e la critica alla ricchezza e al potere, traducendoli in pratiche artistiche contemporanee.

Il servizio del TGR Umbria si inserisce così nel racconto di una stagione espositiva che conferma Palazzo Collicola come uno dei luoghi più attivi del dialogo tra ricerca contemporanea e patrimonio culturale. A Spoleto, la riflessione sul sacro e sulla contemporaneità prende forma in una mostra che trasforma le sale del museo in uno spazio di meditazione, confronto e scoperta.