Cultura e Spettacolo

AMBIENTAL..MENTE E IL TERZO PAESAGGIO


Con l’espressione «terzo paesaggio», introdotta dal paesaggista Gilles Clément, si indicano i luoghi abbandonati dall’uomo: i parchi e le riserve naturali, le grandi aree disabitate del pianeta, ma anche spazi più piccoli e diffusi, quasi invisibili.

Sono compresi perfino i ciuffi di «erbacce» al bordo strada o i rovi e le sterpaglie che crescono nelle aree industriali dismesse.
Nel terzo paesaggio troviamo luoghi in cui l’assenza dell’attività umana ha generato un rifugio per la conservazione della diversità biologica. Ciò che è «incolto» o ciò che definiamo «erbaccia» diventa qui luogo ed elemento privilegiato del cambiamento ecologico.

Per i giardinieri planetari, cioè per coloro che intendono lavorare la terra rispettandone la biodiversità, basterà allora seguire il flusso naturale dei vegetali, talvolta assoggettarsi a loro, inscriversi nella corrente biologica che anima il luogo, per orientarla.

Nel terzo paesaggio è centrale l’approccio ecologico che contraddistingue il rapporto uomo/natura, che ci invita a percepire la terra come entità viva, come un grande giardino in cui tutti i frammenti di paesaggio ignorati ci offrono opportunità di rigenerazione.

Il parco Ambiental...Mente era un tipico esempio di “terzo paesaggio” almeno fino all’inizio del 2025, e poi ne abbiamo mantenuto comunque il flusso generativo nella sua importante biodiversita tipica della nostra zona collinare proprio sotto al Monte Cetona, coniugandolo soltanto con l’arte plastica e continuando lo stesso a seguirne con grande attenzione la sua naturale biodiversità ecologica, il suo rifugio conservativo in armonia con l’uomo, che intanto ha preso a curarlo ma senza mai stravolgerlo.

Autore rosam2010
Categoria Cultura e Spettacolo
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