Trump ordina al Pentagono di aprire gli archivi segreti sugli Ufo
Dai dossier dell'Fbi alle foto dell'Apollo 17, Washington pubblica centinaia di file sugli “Uap” (Unidentified Aerial Phenomena - Fenomeni Aerei Non Identificati). La Casa Bianca promette trasparenza totale, ma gli esperti frenano: nessuna prova di tecnologia aliena.
Per decenni il tema degli Ufo è rimasto sospeso in una zona grigia fatta di segreti militari, teorie del complotto, testimonianze controverse e improvvise ammissioni ufficiali mai del tutto chiarite. Ora, però, gli Stati Uniti sembrano voler cambiare approccio. Il Pentagono ha infatti avviato una nuova massiccia operazione di desecretazione di documenti relativi ai cosiddetti Uap, gli “unidentified anomalous phenomena”, cioè i fenomeni anomali non identificati che un tempo venivano definiti semplicemente Ufo.
STATEMENT: "The Department of War is in lockstep with President Trump to bring unprecedented transparency regarding our government's understanding of Unidentified Anomalous Phenomena. These files, hidden behind classifications, have long fueled justified speculation — and it's time the American people see it for themselves. This release of declassified documents demonstrates the Trump Administration's earnest commitment to unprecedented transparency." - United States Secretary of War Pete Hegseth
La mossa, fortemente sostenuta dall'amministrazione di Donald Trump, viene presentata come un'operazione di “massima trasparenza” nei confronti dell'opinione pubblica americana. In un messaggio pubblicato su X, il Dipartimento della Difesa ha accusato implicitamente le precedenti amministrazioni di aver cercato, negli anni, di screditare o scoraggiare l'interesse dei cittadini su questi fenomeni. La linea della Casa Bianca, oggi, sarebbe invece opposta: pubblicare il materiale disponibile e lasciare che siano gli americani a “trarre le proprie conclusioni”.
Dietro questa operazione non c'è soltanto il Pentagono. Partecipano anche la Casa Bianca, l'ufficio del direttore dell'intelligence nazionale, il Dipartimento dell'Energia, la Nasa e perfino l'Fbi, segno di quanto il tema venga ormai considerato trasversale e politicamente sensibile. Non si tratta più soltanto di folklore o curiosità popolare: negli Stati Uniti il dossier Uap è diventato un terreno di confronto tra apparati militari, intelligence, Congresso e opinione pubblica.
Il nuovo portale online creato per ospitare i documenti sembra costruito apposta per evocare l'immaginario della Guerra Fredda: fotografie militari in bianco e nero, oggetti volanti sfocati, caratteri grafici da macchina da scrivere e un'estetica che richiama immediatamente gli archivi segreti del Novecento. La prima pubblicazione comprende 162 file, tra cablogrammi del Dipartimento di Stato, documenti dell'Fbi e trascrizioni della Nasa relative alle missioni spaziali con equipaggio umano.
Tra i materiali che hanno attirato maggiore attenzione c'è il resoconto di un colloquio dell'Fbi con un pilota di droni che, nel settembre 2023, avrebbe osservato nel cielo un oggetto lineare estremamente luminoso. Secondo la testimonianza riportata nei documenti, la luce era talmente intensa da consentire di distinguere “bande” al suo interno. L'oggetto sarebbe rimasto visibile per pochi secondi, tra cinque e dieci, prima di spegnersi improvvisamente e sparire nel nulla.
Un altro documento destinato ad alimentare discussioni riguarda invece una fotografia della missione Apollo 17 del 1972, nella quale compaiono tre punti disposti in formazione triangolare. La didascalia ufficiale del Pentagono è volutamente prudente ma, allo stesso tempo, ambigua: non esiste “consenso sulla natura dell'anomalia”, anche se una nuova analisi preliminare suggerirebbe che potrebbe trattarsi di un “oggetto fisico”. Una formula che, pur senza confermare nulla di straordinario, lascia inevitabilmente spazio a interpretazioni speculative.
Donald Trump aveva anticipato da mesi questa offensiva sulla desecretazione, inserendola in una strategia politica più ampia basata sul tema della trasparenza istituzionale. Non è un caso che negli ultimi mesi siano stati diffusi anche nuovi documenti sugli assassinii di John Fitzgerald Kennedy, Robert Kennedy e Martin Luther King Jr., sebbene quelle pubblicazioni abbiano prodotto poche vere rivelazioni rispetto a quanto già noto agli storici.
Il Congresso, del resto, spinge da tempo per ottenere maggiore accesso ai dossier sugli Ufo. Già nel 2022 era stato imposto al Pentagono di avviare la pubblicazione graduale di decenni di archivi relativi agli avvistamenti. La pressione politica è aumentata soprattutto dopo che diversi membri delle forze armate americane avevano raccontato incontri con velivoli o fenomeni impossibili da identificare con certezza.
Una parte dei repubblicani, in particolare, sostiene apertamente che il Pentagono continui a trattenere informazioni sensibili. La deputata Anna Paulina Luna ha recentemente chiesto il rilascio di 46 video Uap segnalati da whistleblower, sostenendo che ulteriori materiali dovrebbero essere diffusi nei prossimi mesi. Sulla stessa linea anche il deputato Tim Burchett, che ha ringraziato Trump per avere “mantenuto la parola” sul fronte della disclosure, pur invitando l'opinione pubblica alla pazienza.
Ma accanto all'entusiasmo degli appassionati e dei sostenitori della piena trasparenza, resta forte lo scetticismo della comunità scientifica e degli esperti militari. Molti analisti ricordano infatti che numerosi video Uap vengono frequentemente interpretati in modo errato da persone che non conoscono sistemi ottici avanzati, tecnologie sperimentali o effetti atmosferici complessi. Lo stesso rapporto ufficiale pubblicato dal Pentagono nel 2024 aveva ribadito di non avere trovato alcuna prova che il governo americano abbia mai recuperato tecnologia aliena o confermato forme di vita extraterrestre.
Ed è probabilmente proprio questo il punto più interessante dell'intera vicenda: più gli archivi vengono aperti, più emerge una realtà molto diversa da quella immaginata dalla cultura popolare. Non la conferma definitiva di visite extraterrestri, ma piuttosto il ritratto di uno Stato che, per decenni, ha accumulato segnalazioni, anomalie, osservazioni incomplete e fenomeni non spiegati senza riuscire a fornire risposte definitive.
Il mistero, insomma, continua a vivere proprio nello spazio lasciato vuoto dalle certezze. E forse è questo, più ancora dei documenti desecretati, il vero motivo per cui la questione Ufo continua ad affascinare l'America e il resto del mondo.
Ma dietro la retorica della “trasparenza totale”, cresce anche un'altra interpretazione, molto più politica e decisamente meno romantica. Negli Stati Uniti, infatti, non sono pochi coloro che vedono questa gigantesca operazione sugli Ufo come una perfetta “arma di distrazione di massa”, utile a spostare il dibattito pubblico lontano dalle difficoltà che stanno logorando l'amministrazione Trump.
L'inflazione ancora percepita come pesante da milioni di famiglie, le tensioni internazionali sempre più pericolose, le polemiche sulle divisioni interne al Paese, i problemi legati alla sicurezza e le accuse di caos amministrativo rappresentano temi concreti e quotidiani. In questo contesto, la riapertura spettacolare del dossier Uap offre un vantaggio comunicativo evidente: monopolizza televisioni, social network e prime pagine con un argomento capace di mescolare mistero, paura, curiosità e immaginario collettivo.
Non sarebbe neppure la prima volta che il potere politico americano utilizza grandi operazioni mediatiche o dossier simbolicamente esplosivi per ridefinire l'agenda pubblica. La differenza, oggi, è che il tema extraterrestre possiede una forza narrativa enorme, amplificata da decenni di cinema, cultura popolare e sfiducia verso le istituzioni. Parlare di oggetti misteriosi nei cieli, di file segreti e di possibili verità nascoste produce inevitabilmente più attenzione emotiva rispetto a discussioni su deficit, salari o crisi diplomatiche.
Questo non significa necessariamente che i documenti diffusi siano falsi o costruiti ad arte. Ma significa che il tempismo politico conta. E conta soprattutto in una fase storica nella quale la comunicazione è diventata parte integrante dell'esercizio del potere. In fondo, il vero interrogativo potrebbe non essere se gli americani credano o meno agli Ufo, ma perché proprio adesso Washington abbia deciso di trasformare il mistero in uno spettacolo pubblico globale.