La Cgil ha annunciato ufficialmente uno sciopero generale per il 12 dicembre, contro quella che il sindacato definisce “una legge di bilancio ingiusta e sbagliata”. La decisione è arrivata oggi nel corso dell’assemblea nazionale delle delegate e dei delegati a Firenze, nell’ambito dell’incontro “Democrazia al lavoro”.
“Il 12 dicembre sarà una giornata di protesta e di proposta”, ha dichiarato Christian Ferrari, segretario confederale della Cgil, aprendo i lavori. Ferrari ha ringraziato chi “ogni giorno tiene viva la democrazia nei luoghi di lavoro” e ha sottolineato che la Cgil “non si limita a denunciare, ma costruisce alternative concrete per cambiare il Paese”.
“Un Paese fermo”: la critica alla manovra del governo
Ferrari ha attaccato duramente l’esecutivo, accusandolo di “costruire una narrazione artificiale” sull’economia. “La crescita è ferma, i salari stagnano, i servizi pubblici sono al collasso. Ci hanno venduto come aiuti ai redditi bassi misure che hanno solo aumentato il drenaggio fiscale”, ha affermato, accusando il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti di aver trovato “nei lavoratori e nei pensionati il suo albero degli zecchini d’oro”.
Welfare in crisi: “Sanità pubblica sotto il 6% del Pil”
Uno dei temi centrali dell’intervento è stato il welfare. “La sanità pubblica scende sotto il 6% del Pil, milioni di persone rinunciano a curarsi e la spesa privata supera i 41 miliardi”, ha denunciato Ferrari. “Non solo non restituiscono ciò che hanno preso, ma non destinano nemmeno un euro in più alla spesa sociale”.
Per il sindacalista, il sistema attuale “lascia soli i cittadini più fragili e mina il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione”.
Pensioni, lavoro e spesa militare
Durissimo anche il giudizio sulle politiche previdenziali: “Meloni e Salvini peggio di Monti e Fornero. Hanno cancellato ogni flessibilità in uscita, tradendo le promesse elettorali”.
Ferrari ha poi criticato l’aumento della spesa per la difesa: “Austerità per i lavoratori e miliardi per le armi. Non ci sono soldi per scuole, ospedali e sicurezza sul lavoro, ma per gli armamenti sì, e pure a debito. È una politica immorale in un Paese con oltre mille morti sul lavoro ogni anno”.
“Prendere i soldi dove sono”
Il segretario ha indicato le priorità della Cgil: “Restituire il drenaggio fiscale, rinnovare i contratti, bloccare l’aumento dell’età pensionabile, rilanciare sanità e servizi pubblici”.
E ha lanciato una proposta precisa: “I soldi vanno presi dove sono: nei profitti, negli extraprofitti, nelle grandi ricchezze e nell’evasione, non nel lavoro e nelle pensioni”.
Definendo “una follia” l’ipotesi di portare la spesa militare al 5% del Pil, Ferrari ha sottolineato che “quelle risorse dovrebbero essere destinate a garantire giustizia sociale e pace”.
Landini: “Una manovra che colpisce chi lavora”
Anche il segretario generale Maurizio Landini, intervenuto a margine dell’assemblea, ha ribadito le ragioni della mobilitazione.
“La manovra è ingiusta e va cambiata. L’emergenza è il salario: servono aumenti veri”, ha detto. “Chiediamo risorse aggiuntive per il rinnovo dei contratti pubblici, una detassazione estesa a tutti i lavoratori e il recupero del fiscal drag”.
Secondo Landini, negli ultimi tre anni “lavoratori e pensionati hanno pagato 25 miliardi di tasse in più a causa della mancata rivalutazione automatica delle detrazioni e degli scaglioni Irpef”. Per questo la Cgil propone “un meccanismo automatico che impedisca la perdita di potere d’acquisto”.
Sanità, scuola e pensioni: “Il Paese al contrario”
Landini ha denunciato il collasso della sanità pubblica, con “sei milioni di persone che non riescono a curarsi e liste d’attesa interminabili”, e ha chiesto investimenti seri anche per la scuola e per la legge sulla non autosufficienza.
Sulle pensioni, il leader sindacale ha parlato di “un paradosso”: “Chi ha vinto le elezioni prometteva di superare la legge Fornero, e invece oggi siamo al ‘ridateci la Fornero per favore’. Tutte le uscite flessibili sono state cancellate e l’età pensionabile italiana è la più alta d’Europa”.
“Basta soldi alle armi”
Landini ha accusato il governo di destinare nuove risorse solo alla spesa militare: “Nella manovra non c’è un euro per rilanciare gli investimenti pubblici o privati. L’unico aumento è per le armi. È una follia che va fermata”.
Ha ricordato che l’obiettivo di portare la spesa militare al 5% del Pil “significa oltre 900 miliardi nei prossimi dieci anni”. “La sicurezza e la pace non si costruiscono riarmando, ma con giustizia sociale, lavoro stabile e diritti”, ha concluso.
Verso il 12 dicembre
Lo sciopero generale del 12 dicembre sarà accompagnato da manifestazioni in tutti i territori.
“Ci rivolgiamo ai giovani, alle donne, ai lavoratori e ai pensionati – ha detto Landini – perché siano con noi in piazza. La maggioranza del Paese, quella che lo tiene in piedi con il lavoro, chiede di essere ascoltata e di cambiare una logica che non è più sostenibile”.
Per la Cgil, quella del 12 dicembre sarà più di una protesta: sarà una giornata per “difendere la Costituzione, la pace, la giustizia sociale e la dignità del lavoro”.


