Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, è stato ospite di Giovanni Floris nell’ultima puntata di DiMartedì, programma di approfondimento politico di La7.

Landini ha attaccato la politica del governo sulla previdenza, affermando che l’innalzamento dell’età pensionabile e le modifiche alla legge Fornero hanno peggiorato la situazione delle pensioni in Italia.

Nel corso dell’intervista ha criticato duramente l’operato dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, sostenendo che la realtà quotidiana degli italiani non coincide con la narrazione del governo. Secondo Landini, molte persone oggi fanno più fatica ad arrivare a fine mese e viene data troppa importanza alla propaganda piuttosto che alle soluzioni concrete.

Landini ha detto che la situazione sociale ed economica del paese sta peggiorando, evidenziando le difficoltà di lavoratori e pensionati che ormai il governo considera dei bancomat che devono continuare a pagare anche per quelli che le tasse le evadono!

Landini, come sempre, non le manda a dire e spara a zero sul governo e sul sistema pensionistico italiano, con l’innalzamento dell’età pensionabile e un aumento della pressione fiscale come mostri che mangiano diritti e futuro.

Dice Landini:

In pensione non ci va più nessuno, dicono che aumenta l’occupazione e aumentano quelli oltre i 50 anni, perché in pensione non ci vanno più. La fascia che aumenta non è quella di giovani e donne, ma quella di oltre 55 anni, perché in pensione non ci si va più e hanno peggiorato la Fornero, han fatto l’opposto di quello che dicevano in campagna elettorale, facendo fare cassa tra le persone. Poi, sul fisco, non hanno restituito le tasse in più pagate con il drenaggio fiscale, 25 miliardi di tasse che i pensionati e i lavoratori dipendenti hanno pagato in più. Non gli è stato restituito quasi nulla.


E non è solo l’età: si parla di pressione fiscale schiacciante, di giovani senza prospettive e di una spesa per le armi che stride con le esigenze reali di chi lavora e non arriva a fine mese. Landini non risparmia nessuno:

Non hanno affrontato il tema fondamentale. Con il sistema del drenaggio fiscale in questi tre anni le persone hanno pagato più soldi, perché ti aumenta il lordo e non ti aumenta il netto, stiamo parlando di 25 miliardi. Noi avevamo avanzato una proposta, introdurre un contributo di solidarietà sugli ultra-miliardari e gli ultra-milionari nel nostro Paese. Cioè 500mila persone su 59 milioni, che guadagnano da 2 milioni in su all’anno di reddito netto. Tassare all’1% in più non cambia nulla loro, ma avrebbe permesso entrate nelle casse dello Stato per 25 miliardi e fare investimenti sulla Sanità, aumentare i salari e fare investimenti e politiche industriali.

Le parole di Landini sono un invito a riflettere sul futuro del lavoro e delle pensioni in Italia. Non basta parlare di numeri o di crescita apparente: servono politiche concrete, sostenibili e soprattutto eque, che permettano ai lavoratori di pianificare la loro vita senza il costante timore di restare intrappolati nel mercato del lavoro fino all’ultimo giorno. Se il governo e la politica non ascoltano questi segnali, il rischio è che l’Italia diventi un Paese in cui lavorare a lungo non significa vivere meglio, ma semplicemente sopravvivere.

Guarda qui il video di Maurizio Landini a DiMartedì su La7