C'è un farmaco che in Italia costa 350 milioni di euro all'anno. Non è un anticancro rivoluzionario, non salva vite in corsia. È semplicemente quello che prendi quando "non ce la fai più".

Si chiama Benzodiazepina. Forse la conosci come Tavor, Xanax, Valium, En. O forse non la conosci affatto, ma la prendi lo stesso. Perché te l'ha consigliata la collega, la zia, il vicino di casa. "A me ha fatto passare l'ansia".

E funziona. Eccome se funziona.

Il problema? Funziona così bene che il tuo cervello smette di fare il suo lavoro. Si abitua. Si adagia. E quando provi a smettere, scopri che senza quella pillola sei peggio di prima. Anzi, sei dipendente.

Ma nessuno te lo dice. Nessuno ti avverte che quella pastiglietta innocua può trasformarsi in una catena invisibile. Che quello che doveva essere un aiuto temporaneo diventa una condanna quotidiana.

E mentre tu ti arrabbi col partner, col capo, col mondo, la soluzione è sempre lì: "qualche goccia in più". Poi qualche goccia ancora. Poi non sai più quante ne prendi, ma sai che senza non riesci a dormire, a lavorare, a vivere.

Il bello è che questa roba è legale. Prescritta dai medici. Venduta in farmacia. Eppure crea dipendenza fisica e psicologica peggio di certe droghe di strada.

In Italia, dal 2017 al 2019, il consumo è aumentato del 60%. Sessanta percento in due anni. Non è un problema di salute mentale. È lo specchio di una società che non sa più stare in piedi senza stampelle chimiche.

E il bello sai qual è? Che le Benzodiazepine non curano quasi mai. Spengono il sintomo, come mettere lo scotch su una perdita d'acqua. Il problema resta, anzi peggiora. Ma tu nel frattempo sei diventato schiavo della boccetta.

Vuoi sapere quanto è profondo il buco? Continua a leggere, CLICCANDO QUI. Ma preparati, perché quello che scoprirai sulla "pillola della calma" non ti farà stare per niente tranquillo.