Il governo introduce un meccanismo di controllo più stringente sulle Regioni che non garantiscono i livelli essenziali di assistenza sanitaria. Un emendamento alla legge di bilancio, già approvato dalla Ragioneria Generale dello Stato, prevede l’avvio automatico di audit mirati nei confronti delle amministrazioni regionali che risultano inadempienti rispetto agli standard minimi fissati a livello nazionale.
La disposizione, inserita dopo l’articolo 93 della manovra in corso di esame parlamentare, non comporta nuovi oneri per la finanza pubblica, come certificato dal parere tecnico della Ragioneria. L’intervento punta quindi a rafforzare i controlli senza incidere sui conti dello Stato.
Nel dettaglio, l’emendamento stabilisce che una Regione che non raggiunga la cosiddetta “soglia di garanzia minima” in una o più macro-aree dell’assistenza sanitaria — oppure anche solo su specifici indicatori — venga sottoposta a un audit dedicato. Il riferimento è al sistema di monitoraggio nazionale dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), che misura in modo standardizzato la qualità e l’adeguatezza dei servizi sanitari offerti ai cittadini.
A condurre l’esame sarà il Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Lea, organismo già operativo e istituito in seno alla Conferenza Stato-Regioni. Non si tratta, almeno inizialmente, di una procedura punitiva: l’audit ha una finalità correttiva. Dovrà individuare con precisione le criticità e definire gli interventi necessari affinché la Regione interessata colmi il divario e raggiunga gli standard minimi entro un termine massimo di due anni.
La norma chiarisce che questo nuovo strumento non sostituisce le verifiche ordinarie già previste dalla legislazione vigente, in particolare quelle legate all’accesso al finanziamento integrativo del Servizio sanitario nazionale. Si tratta piuttosto di un livello aggiuntivo di controllo, pensato per evitare che le carenze si trascinino nel tempo senza conseguenze operative.
Il quadro di riferimento è il “nuovo sistema di garanzia per il monitoraggio dell’assistenza sanitaria”, introdotto con il decreto del Ministro della Salute del 12 marzo 2019. L’emendamento alla manovra mira a rendere più efficace quel sistema, trasformando il monitoraggio da esercizio puramente valutativo a leva concreta di intervento. In sostanza, per le Regioni che restano indietro sui Lea, non ci sarà più solo una fotografia del problema, ma un percorso obbligato per rimediare.


