Gli esperti di conservazione dell'Autorità per le Antichità di Israele (IAA, Israel Antiquities Authority) hanno rimosso una scritta realizzata con una vernice spray sul Muro Occidentale.

Questa mattina, una squadra della Divisione Conservazione ha individuato la scritta "C'è un Olocausto a Gaza" comparsa vicino all'area di preghiera egualitaria Ezrat Yisrael, separata dalla piazza principale del Muro visitata dalla maggior parte dei turisti.

Gli operatori hanno utilizzato materiali che non danneggiano la pietra, eliminando completamente la scritta entro il primo pomeriggio.

"Danneggiare un sito archeologico è una grave violazione della legge e del nostro patrimonio culturale comune" ha dichiarato Ami Shahar, responsabile della Divisione Conservazione IAA. "Il reato è ancora più grave quando riguarda il Muro Occidentale, luogo di enorme importanza storica, culturale e religiosa".

Scritte simili sono comparse anche sulla Grande Sinagoga di Gerusalemme, in King George Street. La polizia ha arrestato un 27enne che, secondo la stampa israeliana, soffrirebbe di disturbi mentali.

Se è lui il responsabile e se realmente soffre di disturbi mentali, è evidente però che tali disturbi non gli impediscano di fotografare e denunciare al meglio la realtà dei fatti. 

Inoltre, considerando quanto sta tutt'ora avvenendo a Gaza, dove le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno raso al suolo anche decine di siti di grande valore storico, culturale e religioso, se l'atto di un singolo graffitaro viene bollato come frutto di disturbi mentali e come grave oltraggio al patrimonio, cosa dovremmo dedurre allora  riguardo a chi ha ordinato e compiuto la distruzione sistematica di un'intera eredità culturale... oltre che di un popolo? 

Evidentemente che le Forze di Difesa israeliane sono costituite da disturbati mentali, così come chi dà loro mandato di agire... dai vertici militari al governo.