Salute

Medicina Generale: l’ultima trincea del Servizio Sanitario Nazionale

Palermo ha parlato chiaro. Dal XLIV Congresso Nazionale dello SNAMI non è uscita una sterile dichiarazione di intenti, ma un grido di battaglia: la Medicina Generale è la vera infrastruttura del Servizio Sanitario Nazionale, non un pezzo accessorio, non un retaggio del passato da sostituire con modelli aziendalistici senz’anima.

Il Presidente dello SNAMI, Angelo Testa, ha detto ciò che molti pensano e pochi hanno il coraggio di affermare pubblicamente: “Senza i medici di famiglia il SSN perderebbe la sua universalità e il suo carattere umano. Non siamo ingranaggi amministrativi, ma professionisti autonomi radicati nel territorio.”

Dietro queste parole non c’è solo orgoglio professionale, ma una visione politica e civile: la medicina di prossimità non si costruisce con edifici, slogan o centrali operative, ma con donne e uomini che conoscono i propri pazienti, che vivono le stesse comunità, che ascoltano e curano prima ancora di prescrivere.

Il Congresso ha respinto con fermezza i modelli burocratici che pretendono di “gestire” la salute come un qualsiasi bilancio aziendale. La salute non è una variabile economica, è un diritto costituzionale. E chi cerca di ridurre il medico di famiglia a un impiegato esecutore di direttive toglie ossigeno al cuore stesso del SSN.

  • Tra le rivendicazioni più forti:
  • l’istituzione della specializzazione universitaria in Medicina Generale, per garantire pari dignità formativa rispetto alle altre discipline;
  • la valorizzazione del ruolo femminile, che oggi regge gran parte della rete territoriale;
  • la revisione del sistema Enpam, affinché la previdenza sia finalmente equa e sostenibile per tutti.

Ma la vera notizia è un’altra: lo SNAMI dà mandato al suo Presidente di proclamare lo sciopero generale della Medicina Generale. Non una protesta di categoria, ma un atto politico e morale: “Difendere l’autonomia e la dignità dei medici significa difendere i cittadini.”

Questo non è il lamento di una corporazione. È un avviso al Paese: se cade la Medicina Generale, cade la sanità pubblica. Senza medici liberi, il SSN diventa un apparato senz’anima, incapace di garantire la prossimità, la continuità e l’umanità della cura.

Oggi i medici di famiglia non chiedono privilegi, chiedono rispetto.
E in questa battaglia, chi crede nella sanità pubblica non può restare a guardare.

Autore Vincenzo Petrosino
Categoria Salute
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