Esteri

Il "Piano di 21 punti" per Gaza che Trump ha concordato con Netanyahu senza l'approvazione di Hamas... ma gli accordi di pace una volta non si facevano tra le parti in conflitto?


Washington – La Casa Bianca ha rivelato i dettagli di una proposta avanzata dall'ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per porre fine alla guerra a Gaza. Il cosiddetto "Piano dei 21 punti" prevede una serie di misure politiche, umanitarie ed economiche con l'obiettivo di raggiungere un cessate il fuoco immediato, garantire la liberazione degli ostaggi e avviare un processo di ricostruzione e stabilizzazione nella Striscia.


I punti chiave del piano Trump per Gaza

1. Rilascio degli ostaggi e dei prigionieri
Entro 72 ore dall'approvazione pubblica da parte di Israele, tutti gli "ostaggi" israeliani – vivi o deceduti – verrebbero restituiti.
In cambio, Israele libererebbe 250 prigionieri palestinesi condannati all'ergastolo e circa 1.700 detenuti di Gaza arrestati dall'inizio della guerra.
Previsto anche lo scambio di resti umani, con il rilascio di corpi palestinesi in cambio della restituzione di quelli israeliani.


2. Cessazione immediata delle ostilità
La guerra si fermerebbe subito dopo la firma dell'accordo:

  • Stop a bombardamenti aerei e artiglieria.
  • Congelamento delle linee del fronte fino al completamento del ritiro israeliano.


3. Gaza come “zona liberata”
Il documento definisce Gaza una regione "liberata dal terrorismo e dall'estremismo", con garanzia che non rappresenti più una minaccia per i Paesi vicini.


4. Amnesty e opzioni per Hamas
I membri di Hamas che accettano di deporre le armi e vivere pacificamente riceverebbero amnistia.
Chi sceglie di lasciare Gaza otterrebbe un corridoio sicuro verso Paesi ospitanti.


5. Aiuti umanitari e ricostruzione
Avvio immediato dell'invio di aiuti umanitari, con accesso garantito a organizzazioni come ONU, Croce Rossa e agenzie internazionali indipendenti.
Riapertura del valico di Rafah in entrambe le direzioni.
Priorità a infrastrutture essenziali: acqua, elettricità, ospedali, panifici, rimozione macerie e viabilità.


6. Amministrazione transitoria di Gaza
Creazione di una commissione palestinese di tecnocrati, con esperti locali e internazionali, sotto la supervisione di un nuovo organismo: il “Consiglio per la Pace”.
Il Consiglio sarebbe presieduto da Trump, con la partecipazione di leader internazionali, tra cui l'ex premier britannico Tony Blair.
Obiettivo: stabilire una governance moderna ed efficiente fino al ritorno dell'Autorità Palestinese, previa attuazione delle riforme richieste.


7. Programmi di sviluppo economico
Avvio di un programma speciale di sviluppo economico per Gaza, con investimenti internazionali mirati a creare occupazione e opportunità.
Creazione di una zona economica speciale, con agevolazioni doganali e accordi commerciali preferenziali.


8. Libertà di residenza e ritorno
Gli abitanti di Gaza non saranno obbligati a lasciare il territorio. Chi desidera farlo potrà uscire liberamente e anche rientrare. L'obiettivo dichiarato è incoraggiare la popolazione a restare e costruire un futuro migliore.

 
Significato politico e prospettive

Il "Piano dei 21 punti" di Trump non si limita a un cessate il fuoco, ma propone una strategia complessiva: scambio di prigionieri, ricostruzione, governance internazionale e rilancio economico. Tuttavia, restano incognite fondamentali:

  • La reale disponibilità della destra messianica israeliana e di Hamas ad accettare i termini.
  • Il ruolo effettivo degli Stati Uniti e degli attori regionali come Qatar ed Egitto.
  • I rischi di trasformare Gaza in un protettorato internazionale sotto forte influenza occidentale.

Se attuato, questo piano rappresenterebbe uno dei tentativi più ambiziosi di ridefinire il futuro di Gaza, ma la sua applicazione dipenderà dalla volontà politica e dalla capacità di garantire sicurezza e fiducia reciproca.

 
I problemi

Hamas, nelle prime dichiarazioni, non sembra - e a buon diritto - di considerare il piano bilanciato e credibile, considerando che garanzie per Gaza e Cisgiordania non sono state indicate. Non è stato indicato come debba esser gestito il problema coloni ebrei in Cisgiordania, oltre al fatto che Gaza dovrebbe esser governata da un board di predatori (di cui fa parte Blair che Hamas non vuole che sia coinvolto) che fino a ieri ha dichiarato do voler sfruttare Gaza con un mega progetto di speculazione edilizia. 

Vedremo che cosa accadrà nelle prossime ore, ma le premesse sembrano tutt'altro che incoraggianti.

Autore Ugo Longhi
Categoria Esteri
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