"Ero arrivato all’Inter nel 1982, appena entrato negli spogliatoi mi salutarono come vicecampione del mondo, un approccio molto simpatico! Allora c’erano meno stranieri per cui in poche settimane ho imparato l’italiano… credo sia fondamentale imparare la lingua per un giocatore straniero, conosci le sfumature di un Paese, ti amalgami alla svelta in una squadra...
Eravamo un bel gruppo: Collovati lo chiamavamo il principe, Altobelli simpaticissimo, Oriali non voleva perdere nemmeno a carte, Beccalossi raccontava barzellette, li sento ancora. Non è vero che io e Becca litigavamo, tutte palle, giocavamo nello stesso ruolo, c’era competizione, è normale.”
Dalla riapertura delle frontiere agli stranieri, avvenuta nel 1980, l'Inter rappresentò una meta d'arrivo per tanti calciatori tedeschi. Il primo di questa lunga serie fu Hans-Peter Muller, prelevato con un bagaglio di grandi aspettative dallo Stoccarda.
L'avventura in nerazzurro del fantasista teutonico sarà però tutt'altro che esaltante, complici i fastidi fisici accusati ad un ginocchio e, soprattutto, il dualismo col compagno di squadra Beccalossi. Dopo 2 stagioni abbastanza anonime passò per una sola annata al Como, lasciando comunque un bel ricordo tra i tifosi.


