La vicenda su alcuni licenziamenti, ritenuti illegittimi dalle aule giudiziarie, si arricchisce di particolari, che adombrano le procedure di assunzione e licenziamento verso alcuni lavoratori, stanno portando alla luce delle procedure poco trasparenti ed in alcuni casi non conformi alla normativa vigente circa l’inquadramento professionale di dipendenti assunti in mansioni non consone ai compiti richiesti. Il primo a squarciare il velo di silenzio è Sergio Lopresti, misteriosamente licenziato per avere segnalato alle autorità competenti delle irregolarità strutturali all’interno del natante, nel quale prestava servizio: “La capitaneria ci imbarca come marittimi con le dovute qualifiche (comandante, direttore di macchina, giovanotto di coperta o macchina e mozzo). Frequentiamo i corsi STCW a nostre spese, come previste dalla tabella di armamento dei mezzi (fatta tra capitaneria, armatore e sindacati). L’imbarco è annotato sul libretto di navigazione, così come il ruolo di equipaggio, alla cui scadenza dei tre anni la Capitaneria invia il tutto all’INPS, e registrato sulla licenza di navigazione.

L’INPS mi dice che i contributi versati dalla “Mare pulito” non sono marittimi e ci sarebbe un verbale di accettazione del 2016, in cui non si sarebbero accorti che siamo marittimi. Ogni due anni l’ente RINA (multinazionale italiana in servizi di ingegneria, certificazione e consulenza per il settore marittimo; ma anche per l’industria, la mobilità e le infrastrutture, occupandosi di progettazione, esame di conformità, consulenza tecnica e ricerca) rilascia l’idoneità al servizio e la Capitaneria quella alla navigazione. – è la drammatica testimonianza di Lopresti – Nessuno si accorge che manca l’assicurazione dell’equipaggio; ma ne viene annotata una fantomatica nel registro delle barche (oltre ad essere riportato nei registri di bordo), mentre per l’INAIL la società non ha mai aperto una posizione assicurativa per l’equipaggio”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Ivano Cuciti, comandante di rimorchiatori, licenziato dalla suddetta società, ma reintegrato dai due gradi di giudizio delle sedi giudiziarie in materia di lavoro, il quale descrive analiticamente la sua drammatica vicissitudine: “La Capitaneria di porto milazzese ci fa prendere a bordo quali marittimi con le doverose attribuzioni (comandante, direttore di macchina, giovanotto di coperta o macchina e mozzo) secondo la previsione dalla tabella d’armamento dei mezzi, redatta tra capitaneria armatore e sindacati. L’imbarco viene annotato sul libretto di navigazione, ruolo di equipaggio modulario ex Mar Merc 229, oggi Mod 47 (alla scadenza dei tre anni la capitaneria invia all’INPS per la decurtazione dei periodi a bordo) registrato sulla licenza di navigazione della nave o unità. Lo stesso ente previdenziale mi dice che i contributi, versati dalla società “Mare Pulito” s.r.l. non sono marittimi, come si evince dal modello UNILAV, e comunque sono differenti da quelli previsti dall’UNIMARE. Ci sarebbe un verbale di accettazione dell’anno 2016, in cui non si sarebbero accorti che siamo marittimi, posizione in attesa di riscontro.

Ogni due anni l’ente RINA rilascia la dichiarazione ai fini del Certificato di Idoneità, mentre la Capitaneria rilascia la certificazione di navigabilità. Ad oggi nessuno si è mai accorto che manca l’assicurazione dell’equipaggio. – ha segnalato Ivano Cuciti – Specifico inoltre che per le imbarcazioni indicate in istanza sempre la ditta Mare Pulito s.r.l. non ha aperto alcuna posizione assicurativa della navigazione (P.A.N.) ai sensi del D.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124 (T.U.), integrato dal Codice della Navigazione approvato con R.D. del 30.03.1942, n. 327, dal regolamento per l’esecuzione del Codice della Navigazione Marittima, approvato con D.P.R. 15 febbraio 1952 n. 328 e dal D. Lgs. 27 luglio 1999 n. 271. Di conseguenza non vi è alcun certificato di equipaggio in relazione, al quale effettuare l’accesso. Dalla visura camerale del 09 settembre 2025 i Codici ATECO della ditta sono 39.00.09 (altre attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti) e 52.22.09 (altre attività dei servizi connessi al trasporto marittimo e per vie d’acqua).

Ritengo opportuno segnalare che la reintegra forzata del licenziamento 26 luglio 2022 a seguito delle sentenze, emesse dai due gradi di giudizio, di fatto non è mai avvenuta. Sospetto che siffatto comportamento è sancito per giustificare forse il secondo licenziamento; quindi manca tutto: buste paga, turni, TFR, EMENS, contributi, eccetera. Desidero infine precisare che il comandante della nave è responsabile del suo funzionamento: egli, prima della partenza, deve controllare che tutta la documentazione sia in regola, essendo in forza dell’art. 186 del Codice della Navigazione l’unica autorità di bordo”.