Appare del tutto surreale la vicenda che ha riguardato un ragazzo con difficoltà cognitive nella notte di Halloween nel torinese.

Il giovane, confidando di poter passare una bella giornata con gli amici,  che sembravano avere interesse e piacere alla sua compagnia, veniva risucchiato in una situazione allucinante e indescribile.

Sequestrato, rinchiuso in un bagno per ore, l'adolescente veniva, a quanto riferisce la madre, minacciato con un coltello, subiva sputi e offese, veniva rasato con una lametta nei capelli e sopracciglia  e veniva costretto ad entrare nelle acque gelide del Po, degno epilogo di un un incubo devastante.

E allora l'opinione pubblica si ferma per un attimo e cerca disperatamente di trovare una ragione ad un gesto atroce e crudele, che non si riesce ad accettare.

Non solo il ragazzino seviziato porterà dentro di sè una cicatrice, forse indelebile, ma i responsabili sono altri ragazzini, che, invece, di giocare a pallone, chiacchierare vicino ad una panchina o ascoltare musica,  sono capaci di far del male ad una persona fragile, quasi per gioco.

Le indagini, sicuramente, faranno chiarezza su quanto sia davvero successo nella notte di Halloween. Resta un fatto sconvolgente.