Balle coi lupi, il giornalismo de La Repubblica ha toccato il fondo
L’ultimo titolo de La Repubblica sui “lupi di Putin” che sconfinerebbero in Finlandia per sbranare renne a causa della guerra in Ucraina ha scatenato un’ondata di critiche, e non senza motivo. L’articolo, firmato da Enrico Franceschini, suggeriva che l’arruolamento dei cacciatori finlandesi avrebbe lasciato campo libero ai predatori, trasformando un fenomeno naturale in un capitolo surreale della geopolitica. Un’operazione narrativa che ha fatto sobbalzare, diventando rapidamente simbolo di un’informazione che, in alcuni casi, sembra aver smarrito il senso della misura.
A montare il caso è arrivato l’editoriale di Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano, che ha colto l’occasione per denunciare quella che definisce una deriva sensazionalistica. Con ironia tagliente, il direttore ha inserito la storia dei “lupi putiniani” nella lunga lista di episodi mediatici in cui animali – dalle balene “spia” ai piccioni-droni – vengono arruolati nella narrazione del conflitto. Travaglio ha evidenziato come certe ricostruzioni rischino di trasformare la cronaca in caricatura, alimentando un clima di allarmismo che poco ha a che fare con l’analisi dei fatti.
Il punto sollevato è chiaro: quando la logica del racconto prevale sulla verifica, il risultato è un’informazione che scivola nel grottesco. E il caso dei lupi finlandesi ne è un esempio lampante. In un contesto già segnato da tensioni internazionali e propaganda incrociata, attribuire ai movimenti della fauna selvatica un ruolo nella “guerra ibrida” appare più un esercizio di fantasia che un contributo utile al dibattito pubblico.
La vicenda riapre una questione cruciale: la responsabilità dei media nel mantenere lucidità e rigore, soprattutto quando il rischio di spettacolarizzazione è dietro l’angolo. Perché se la realtà è complessa, non è certo inseguendo lupi immaginari che la si può spiegare, in un universo mediatico che, nell'Europa Occidentale, lui sì, è un mezzo di guerra ibrida teso più a disinformare che a cercare di creare una guida ragionata a un conflitto nato ben prima del suo inizio ufficiale.
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