Salute

Influenza, stagione anticipata e più aggressiva: la nuova variante mette sotto pressione i sistemi sanitari

La stagione influenzale 2024-2025 si sta rivelando diversa dal solito. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nella Regione Europea l’ondata è arrivata con circa quattro settimane di anticipo ed è già particolarmente intensa. Un nuovo ceppo dominante sta infatti circolando con forza, arrivando a rappresentare fino al 90% dei casi confermati, e sta mettendo sotto stress i sistemi sanitari di diversi Paesi.

L’Oms Europa parla senza mezzi termini di una stagione “precoce e intensa”. Attualmente, 27 dei 38 Paesi monitorati segnalano un’attività influenzale elevata o molto elevata. In nazioni come Irlanda, Kirghizistan, Montenegro, Serbia, Slovenia e Regno Unito, oltre la metà delle persone testate per sindrome simil-influenzale è risultata positiva all’influenza. Un dato che rende evidente la rapidità e l’ampiezza della diffusione.

A spiegare cosa sta succedendo è Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell’Oms per l’Europa. “L’influenza arriva ogni inverno, ma quest’anno è un po’ diverso”, ha dichiarato. Il motivo è la comparsa di un nuovo ceppo, il sottoclade K dell’influenza A H3N2. Non ci sono prove che provochi una malattia più grave rispetto ad altri ceppi, ma la popolazione non ha ancora un’immunità consolidata. Anche una variazione genetica minima, quindi, è sufficiente a generare un forte impatto sui sistemi sanitari.

Come accade ogni anno, i principali vettori del virus restano i bambini in età scolare, che favoriscono la circolazione dell’infezione. A pagare il prezzo più alto, però, sono gli adulti con più di 65 anni, che rappresentano la maggior parte dei casi gravi e dei ricoveri ospedalieri. Per questa fascia di popolazione l’Oms ribadisce l’importanza della vaccinazione: il vaccino può non impedire l’infezione, ma riduce in modo significativo il rischio di conseguenze serie legate al virus A H3N2.

Secondo le previsioni dell’Oms Europa, i contagi continueranno a crescere fino al picco stagionale, atteso tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio. Per limitare la diffusione, le raccomandazioni restano quelle ormai note: restare a casa in presenza di sintomi respiratori, indossare una mascherina se si è costretti a uscire, coprire bocca e naso durante tosse e starnuti, lavarsi spesso le mani e arieggiare gli ambienti chiusi.

Nonostante la pressione sugli ospedali, Kluge invita a mantenere la calma. L’attuale stagione influenzale, pur essendo severa, non è paragonabile all’emergenza globale vissuta durante la pandemia di Covid-19. I sistemi sanitari hanno esperienza, i vaccini vengono aggiornati ogni anno e le misure di prevenzione sono ben definite. Il messaggio è chiaro: l’influenza va presa sul serio, ma con gli strumenti già disponibili è una sfida gestibile, non un salto nel buio.

Autore Vincenzo Petrosino
Categoria Salute
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