Nel corso dell'Awards Season, Hamnet ha occupato uno spazio preciso nel panorama dei contender: quello di un film che ha fatto del rigore autoriale e della coerenza tematica il fulcro della propria corsa, accettando consapevolmente una distribuzione selettiva del consenso.
Pur chiudendo con 8 nominations agli Oscar contro le 11 inizialmente previste, il film di Chloé Zhao racconta una stagione di dominio mirato, concentrato nelle categorie sopra la linea e in alcuni snodi artigianali chiave. Il baricentro della campagna è stato il pacchetto Film–Regia–Attrice. La candidatura al Miglior Film ha attraversato senza frizioni critica, Golden Globe, PGA e BAFTA, rafforzata dalla vittoria del People’s Choice Award a Toronto, tradizionale indicatore di consenso trasversale.
Il vero terreno di dominio è stato però quello di Jessie Buckley: con un percorso quasi perfetto, l’attrice ha monopolizzato la stagione, imponendosi come performance femminile di riferimento.
L’ esclusione di Paul Mescal dal Supporting Actor poi resta la ferita più evidente della corsa: una candidatura data per certa, forte di tutte le tappe chiave, sacrificata in favore di una scelta più “istituzionale” e riparativa come quella di Delroy Lindo per Sinners.
Scopri tutti i dettagli: andamento del film nella Stagione dei premi, categorie più nominate, vittorie, controversie e curiosità dietro le quinte di Hamnet.


