C’è chi partecipa alla Mostra del Cinema come spettatore, chi come professionista del settore e chi, come lei, porta con sé un bagaglio fatto di passione per la tradizione, eleganza e legame profondo con due città simbolo della bellezza italiana: Roma e Venezia. Protagonista di numerose iniziative legate alla valorizzazione culturale e storica, Giulia Luzzi ci racconta il senso della sua partecipazione al festival e i progetti futuri che uniscono la mondanità al rispetto per la memoria storica.
Benvenuta! Qual è la missione della tua presenza e cosa la rende davvero unica rispetto alla concorrenza, soprattutto in un contesto così ricco di creatività come quello della Mostra del Cinema?
Grazie! Anche se partecipo come privata cittadina, la mia presenza è fortemente legata all’amore che nutro per Roma, città in cui ho sempre vissuto e che rappresenta la mia storia personale e professionale. Non vengo in veste di ristoratrice, ma come amante della cultura, della bellezza e delle tradizioni italiane. Credo che questo tipo di partecipazione, libera da finalità promozionali, sia una forma autentica e rara di connessione con eventi come la Mostra del Cinema. È un modo per onorare il legame che ho con queste città straordinarie.
Su quali progetti futuri stai puntando maggiormente? Puoi anticiparci qualche novità interessante a cui potremmo assistere presto?
In questo momento sono completamente immersa nell’organizzazione del Carnevale di Venezia 2026. Sto collaborando con atelier storici, come quello di Antonia Sautter, e con l’Associazione Internazionale Storica del Carnevale di Venezia, di cui sono socia. L’obiettivo è partecipare alle feste in maschera più importanti della città, con abiti curati nei minimi dettagli che raccontano la storia veneziana. Questo progetto non è solo una celebrazione estetica, ma anche un viaggio nella tradizione e nel fascino senza tempo della Serenissima.
Partecipare a un evento esclusivo come questo e soprattutto nel contesto della Mostra del Cinema di Venezia, è una scelta importante. Quali obiettivi ti sei posta o quali opportunità speri di cogliere grazie a questa esperienza?
La vera opportunità è proprio questa: poter sentirmi parte, anche nel mio piccolo, della storia e della vita culturale di Venezia. Non solo degli eventi mondani, ma anche di quelli profondamente legati alla memoria, all’arte e alle tradizioni popolari. Poter contribuire con la mia presenza, la mia passione e il mio impegno alla valorizzazione di questi aspetti, per me è un onore. La Mostra del Cinema rappresenta un’occasione preziosa per costruire ponti tra mondi diversi, ma con un’unica radice comune: l’amore per il bello.
La Mostra del Cinema celebra il potere del racconto per immagini. C’è un film, un regista o un attore che ha ispirato in modo particolare il tuo percorso personale o professionale?
Senza dubbio Angelina Jolie. Dal 2010, con The Tourist, girato proprio a Venezia, la sua figura mi ha colpita profondamente. È un’attrice che riesce a incarnare ruoli intensi e drammatici con estrema naturalezza. Penso anche alla sua interpretazione in Maria, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 81, che è stata per me un momento emotivamente forte. Ma ciò che mi affascina davvero è il suo lato umano: una donna capace di mostrare forza, riservatezza, ma anche una grande sensibilità nei suoi impegni umanitari. È una figura che incarna esattamente il tipo di femminilità che ammiro: intensa, consapevole e determinata.

