Nelle aule giudiziarie vi sono sempre delle scritte che troneggiano sulla parete alle spalle delle postazioni dei giudici: “La legge è uguale per tutti” una massima molto pretenziosa e poco corrispondente alla realtà. Ma il principio più praticato nelle aule di giustizia rispecchia il concetto “La ragione è l’anima della legge” ……ma non della “Giustizia”.
La ragione umana è un elemento immateriale che scaturisce dalla logica che poggia sull’osservazione e la valutazione della dimensione materiale ma si sa bene quanto quest’ultima possa trarre in inganno e come l’interesse possa agire nelle scelte e nelle conclusioni. L’anima è certamente qualcosa di più complesso e profondo, è un elemento spirituale che rappresenta l’essenza dell’individualità umana, è quella parte di noi inafferrabile e molto spesso incomprensibile alla ragione: li albergano i vizi e le virtù; il bene e il male; la forza e la debolezza, è il tempio della compassione, della tolleranza e del perdono e allo stesso tempo, è un elemento che viene plasmato dall’esperienza umana, dalle nostre scelte quotidiane, dal nostro pensare, sentire, agire e parlare. Anima e ragione sono due percezioni che esplorano due dimensioni opposte: la prima il mondo spirituale, la seconda il mondo materiale, ma sono entrambe indispensabili per l’evoluzione sia individuale che collettiva.
L'individuo cade in contraddizione quando usando la ragione per ricercare leggi morali in sé si scontra con il limite di elevare il proprio interesse particolare a legge universale.
Supera tale limite quando comprende che la ragione non è solo individuale, ma si manifesta nelle collettività e nelle istituzioni come espressione dei valori che guidano le coscienze.
Il gradino superiore di evoluzione è rappresentato dall’acquisizione di una consapevolezza etica che lo rende indipendente dalle regole umane, perché si affida alla propria coscienza collegata allo spirito universale: non è per paura delle pene ma per libera scelta vive proiettando nel mondo circostante la sua eticità.
L’esperienza che ciascuno di noi è chiamato ad affrontare nella sfera materiale costituisce la via per l’evoluzione personale e collettiva, è nel misurarci e superare le illusioni di questa dimensione che conquistiamo la nostra dignità di esseri liberi. Ogni giorno, con le nostre scelte personali e collettive creiamo il futuro.
Premesso che la tecnologia di per sé non rappresenta un pericolo ma è nell’uso che né fa l’uomo senza scrupoli che la trasforma in una terribile calamità. L’attuale società occidentale vuole appoggiarsi quasi totalmente sulla tecnologia dando vita ad un’anomalia sistemica nella collettività umana: l’IA ha iniziato ad istruire e sostituire l’uomo sterilizzando la sua essenza spirituale. Una buona parte della tecnologia non sta aiutando l’uomo a migliore le sue condizioni di vita ma ad allontanarlo dal suo centro, dalla sua reale natura e a sostituirlo per incrementare gli utili delle multinazionali. Trovo angosciante conversare con un risponditore automatico che non riesce a comprendere il mio problema e a risolverlo e che, ringraziandomi, chiude la conversazione.
Internet è stato lo strumento usato per spingere l’umanità verso una graduale incapacità di intrattenere e gestire i rapporti sociali creando una vita illusoria dove l’uomo, mosso da algoritmi, agisce come una marionetta. Einstein riferendosi all'intelligenza artificiale disse: "Un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi, ma mai nessuna di esse potrà porne uno." Nessun congegno elettronico avrà mai una coscienza ed una intuizione per questo mi fa inorridire. Oggi è in atto un grave attentato all’individualità umana, i poteri economici, politici e religiosi vogliono soffocare la libertà individuale utilizzando condizionamenti sapientemente programmati ed inculcati al fine di deviarla dal suo retto cammino evolutivo e renderla così vulnerabile e facile preda degli opportunisti.
I tragici eventi che si stanno susseguendo ad un ritmo vertiginoso dimostrano il progressivo avanzare di un nuovo ordine mondiale basato sulla violenza e il sovvertimento del sistema giuridico internazionale e dei contenuti dei vari trattati che disciplinano le relazioni tra stati e la tutela dei diritti civili e umanitari dei singoli. Per questi centri secolari di potere l’obiettivo primario è quello di impedire all’individuo di evolversi correttamente e divenire così autonomo da ogni influenza esterna.
Cosa possiamo fare per sfuggire ad una simile violenza? Vediamo ogni giorno che vengono emanate leggi e decreti che stanno minando le nostre libertà costituzionali; i seminatori di odio e paura imperversano sui media riuscendo a convertire molti cittadini dotati di un fragile senso critico, talvolta non per loro totale colpa. Abbiamo vissuto in un Paese che aveva adottato una Costituzione stupenda ma che è rimasta sostanzialmente sulla carta; abbiamo subito pesantissime ingerenze politiche, economiche e militari da parte degli alleati NATO (di fatto siamo militarmente occupati dall’esercito americano che sul nostro territorio detiene oltre 120 installazioni in senso ampio includendo siti strategici e fino a 33 basi principali ufficialmente riconosciute e altre varie meno riconosciute per un totale di circa 70), si vocifera che Trump vorrebbe pagare i cittadini groenlandesi perché si stacchino dalla Danimarca, buon per loro, invece l’Italia gli americani l’hanno avuta gratis.
Ciò che Trump sta portando alla luce era celato nelle segrete stanze del potere massonico da oltre un secolo, dobbiamo domandarci come possiamo fare per non essere travolti dal programma di dominazione globale che si sta concretizzando così rapidamente.
Macron ha dichiarato che le grandi potenze vogliono spartirsi il mondo, non concordo, è l’America che mira a realizzare un impero globale; il presidente francese avrebbe dovuto capirlo quando la NATO ha iniziato ad assorbire i paesi dell’ex Patto di Varsavia contravvenendo gli accordi presi con Gorbaciov; quando i membri dell’EU concludevano accordi commerciali con la Russia e contemporaneamente addestravano l’esercito ucraino per usarlo contro di essa; collocando testate nucleari nei paesi dell’ex Patto e organizzando esercitazioni militari NATO ai confini di un Paese che non aveva mai attaccato l’Occidente ma viceversa.
La storia ci ripropone il modello imperialista dell’antica Roma nell’acquisizione e nel controllo dei territori attraverso campagne militari e figure di facciata che dipendono dall’autorità dominante; con il gioco delle “alleanze” che in realtà sono delle sudditanze; con l’abbattimento del concorrente (vedi Cartagine - Russia e Cina); con il controllo e lo sfruttamento di tutte le risorse disponibili (vedi Venezuela e Groenlandia): un dominio basato su di un potente ed invincibile esercito dotato delle più avanzate e sofisticate tecnologie e l’uso di una moneta unica per tutte le transazioni.
Macron non ha capito che la guerra in corso serve per indebolire non solo la Russia ma anche l’Europa, il trattato NATO è durato fin quando faceva comodo agli Sati Uniti ma le cose sono cambiate, lo dimostrano le mire sulla Groenlandia.
Il potere statunitense poco si accorda con il diritto internazionale e costituzionale figuriamoci con quello a tutela dei diritti e della dignità umana (vedi Gaza e Cisgiordania, Venezuela e molti altri paesi sudamericani e africani).
I Paesi dell’EU stanno offrendo uno spettacolo impietoso soprattutto nella “sporca faccenda” di Gaza tollerando e giustificando un genocidio per approfittare dei programmi di speculazione edilizia (e non solo) programmata dalla Casa Bianca: come le remore al seguito degli squali attendono di nutrirsi ripulendo i denti del predatore dopo il “fiero pasto”. In particolare il comportamento del governo italiano mi fa desiderare di diventare apolide invece per quanto riguarda la religione di stato ho optato per l’uscita di fatto: non voglio essere complice-vittima di questo sistema ipocrito che soffoca lo sviluppo di una sana individualità, pratica molte forme di razzismo, ha più interessi materiali che spirituali e ormai ha fatto il suo tempo.
Gli Stati Uniti non hanno alleati ma complici con i quali trattare e fare affari fin quando gli fa comodo, dispongono di tecnologie avanzatissime per questo sono pericolosi, gli ordigni nucleari sono stati superati dalla guerra tecnologia che può colpire ovunque, chiunque utilizzando la rete internet, lo sa bene la Siria che ha subito un tale attacco che ha provocato gravi danni alle centrifughe nucleari degli impianti per l’arricchimento dell’uranio.
Con lo stesso sistema si può cancellare uno stato nel giro di poche ore distruggendo archivi e documentazione conservata telematicamente; provocare la morte di migliaia di individui mandando in tilt i servizi gestiti telematicamente (traffico autostradale, aereo, e ferroviario) provocando incidenti; colpire ospedali, le centrali elettriche e tutto ciò che è collegato alla rete internet e molti di quei danni possono essere irreversibili.
La mancanza di una sana educazione spirituale porta alla svalutazione dei valori che sono alla base di una convivenza pacifica, ci sono troppi cattivi maestri in cattedra a predicare odio e a seminare paura. Quello che sta accadendo attraverso i media è un indottrinamento all’uso della violenza come metodo per renderci loro complici: siamo ormai ad un bivio, dobbiamo scegliere se stare dalla parte della violenza e della morte o dalla parte della verità, della giustizia e della vera pace basata sulla tolleranza che è l’unica forza costruttrice di una convivenza pacifica.
Israele fu il primo destinatario e promulgatore della legge morale, oggi la sta trasgredendo per perseguire lo stato degli “antichi padri”, mi ha suscitato sconcerto e tristezza quando ho letto che i soldati israeliani erano ospiti con le loro famiglie nei resort di lusso italiani – mentre migliaia di Palestinesi vivono in condizioni disumane nelle tende allagate, senza cibo e senza alcuna assistenza - per decomprimersi dallo stress accumulato per sterminare i civili a Gaza invece alla Digos era stato affidato il compito di garantire pace e tranquillità per assicurare a costoro il ristoro psicologico al fine di renderli di nuovo operativi per continuare il genocidio.
Per quanto riguarda noi, come cittadini e come esseri umani abbiamo l’obbligo morale di rinunciare ad una visione miope e vigliacca delle situazioni che accadono sia nel nostro Paese sia negli altri Paesi del mondo e di iniziare da noi stessi quel processo di consapevolezza e di responsabilizzazione per affrontare costruttivamente ed eticamente le problematiche sia personali che collettive.

