"In finale prima dei calci di rigore ero tranquillissimo, ero convinto che avremmo vinto. Stavamo troppo bene con la testa e con il fisico. Nella mia carriera mi sono sempre scritto tutto sulla carta, in certi tornei mi segnavo anche i 5 o 6 rigoristi.

Poi può capitare che a fine partite due o tre di loro non ci siano più e si debba cambiare. Del Piero, per esempio, venne da me e mi chiese di fargli battere l'ultimo, come aveva fatto nella finale di Champions del 1996. Peccato però che a Roma vincemmo al quarto e quindi lui non tirò mica quel rigore.

La mia convinzione era che i più bravi dovessero calciare all'inizio. Quindi per primo doveva andare Pirlo, poi Materazzi, un ottimo rigorista, e così via. Per assegnare il quinto mi guardai intorno. Gattuso si era già messo a sedere in panchina. Allora guardai Grosso e gli dissi di battere il rigore. 'io?' mi rispose Fabio. 'Si tu, perché sei l'uomo degli ultimi minuti. Perché hai conquistato il rigore contro l'Australia e all'ultimo hai segnato contro la Germania. Quindi tu devi battere l'ultimo rigore'. Quella volta ebbi ragione'


Compie oggi gli anni uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio. Il mister che ha rifatto grande la Vecchia Signora e che ha riportato la nazionale azzurra sul gradino più alto del podio mondiale.
Auguri a Marcello Lippi.