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Dalla "capo fazione" a Francesca Albanese al cappellino MAGA nel Board of Peace: la diplomazia italiana ai minimi storici grazie ad Antonio Tajani

Una settimana fa, mentre continuavano senza tregua le atrocità del genocidario Stato ebraico a Gaza, a Gerusalemme est e in Cisgiordania (territorio che i nazi-sionisti chiamano Giudea e Samaria), le autorità di Francia, Germania e Italia, invece di promuovere boicottaggi, sanzioni e disinvestimenti contro Israele denunciavano alle loro opinioni pubbliche - con il supporto dei media locali - Francesca Albanese, colpevole a loro dire di aver espresso odio razziale contro lo Stato ebraico in sé.

Il Comitato di Coordinamento delle Procedure Speciali delle Nazioni Unite [*], pochi giorni fa, ha esaminato il caso e ha condannato gli attacchi contro la rapporteur ONU. 

Questo il testo del comunicato:

"GINEVRA – Il Comitato di Coordinamento delle Procedure Speciali del Consiglio dei Diritti Umani ha condannato oggi i violenti attacchi, fondati sulla disinformazione, portati da diversi ministri di Stato contro Francesca Albanese, Relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati dal 1967.«Denunciamo le azioni dei ministri di alcuni Stati che si affidano a fatti fabbricati e criticano la signora Albanese per dichiarazioni che non ha mai pronunciato durante il 17° Forum di Al Jazeera», ha affermato il Comitato.Gli episodi si inseriscono nel solco di una campagna organizzata contro Albanese e dell'imposizione, lo scorso anno, di sanzioni illegali nei suoi confronti, con conseguenze devastanti per lei e per la sua famiglia. Il Comitato ha espresso preoccupazione per una tendenza crescente: attacchi politicamente motivati e malevoli contro esperti indipendenti di diritti umani, funzionari delle Nazioni Unite e giudici di corti internazionali impegnati nel perseguire l'accertamento delle responsabilità, che rischiano di diventare la nuova normalità.«Gli Stati che affermano di difendere i diritti umani, la giustizia e lo Stato di diritto dovrebbero investire tempo ed energie nel chiamare a rispondere gli autori di gravissime violazioni dei diritti umani, invece di prendere di mira chi indaga e denuncia in modo obiettivo i crimini internazionali», ha dichiarato il Comitato.Il Comitato ha ricordato agli Stati che la Relatrice speciale ha un mandato conferito dal Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite per «indagare le violazioni, da parte di Israele, dei principi e delle basi del diritto internazionale, del diritto internazionale umanitario e della Convenzione di Ginevra relativa alla protezione delle persone civili in tempo di guerra… nei Territori palestinesi occupati da Israele dal 1967».«Invece di chiedere le dimissioni della signora Albanese per il solo fatto di svolgere il proprio mandato in circostanze estremamente difficili – incluse intimidazioni persistenti, attacchi personali coordinati e sanzioni unilaterali illegittime – questi rappresentanti governativi dovrebbero unire le forze per chiamare a rispondere, anche davanti alla Corte penale internazionale, leader e funzionari accusati di aver commesso crimini di guerra e crimini contro l'umanità a Gaza», ha aggiunto il Comitato.Il Comitato invita tutti gli Stati a riflettere su come abbiano contribuito all'illegalità e al disordine mondiale consentendo, incoraggiando o difendendo le azioni illegali del Governo di Israele.«Gli Stati devono guardarsi allo specchio e intraprendere con urgenza una correzione di rotta. Gli Stati devono scegliere di stare dalla parte giusta della storia.»«Siamo solidali con la signora Albanese e con il popolo palestinese, che ha sofferto un'occupazione illegale, l'apartheid e un genocidio tuttora in corso», ha concluso il Comitato".

Al riguardo (da Monaco, parlando con i giornalisti), il nostro ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il 13 febbraio 2026, disse che per l'Italia era "inevitabile" chiedere le dimissioni di Francesca Albanese come avevano già fatto Francia e Germania, perché a suo avviso «le sue dichiarazioni e il suo comportamento non sono adeguati al rango che ha» e perché, pur potendo esprimere giudizi anche severi, «non [può] avere un comportamento che sembra più da capo fazione».

Antonio Tajani, uno dei tanti "scappati di casa" (anzi di villa) di questo governo di incapaci, ha ovviamente dimenticato di scusarsi per le sue calunnie nei confronti di Francesca Albanese. In compenso, dopo aver spiegato al Parlamento che l'Italia doveva partecipare al Board of Peace di Trump per soddisfare una indicazione di  ciò che dice l'art. 11 della nostra Costituzione - lo stesso che impedisce la partecipazione dell'Italia!!! - e che lo avrebbe fatto nel ruolo di Osservatore, senza minimamente spiegare cosa sarebbe e cosa comporterebbe tale ruolo, il disgraziatissimo Tajani è stato visto partecipare all'evento gingillandosi tra le mani un cappellino MAGA, insieme a sceicchi, dittatori, pseudo dittatori, affaristi e criminali (uno in presenza, l'altro rappresentato dal suo ministro degli Esteri).

Questo è il rispetto del diritto internazionale umanitario secondo il governo di Giorgia Meloni.



[*] Il Comitato di Coordinamento è un organismo composto da sei esperti indipendenti che coordina e facilita l'insieme del lavoro delle Procedure Speciali. Attualmente è composto da: Surya Deva, presidente, Relatore speciale sul diritto allo sviluppo; Jovana Jezdimirovic Ranito, presidente-relatrice del Gruppo di lavoro sull'uso dei mercenari come mezzo di violazione dei diritti umani e di impedimento dell'esercizio del diritto dei popoli all'autodeterminazione; Siobhán Mullally, Relatrice speciale sulla tratta di esseri umani, in particolare donne e bambini; Tomoya Obokata, Relatore speciale sulle forme contemporanee di schiavitù, incluse le loro cause e conseguenze; e Alexandra Xanthaki, Relatrice speciale nel campo dei diritti culturali.

I Relatori speciali / Esperti indipendenti / Gruppi di lavoro sono esperti indipendenti in materia di diritti umani nominati dal Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Nel loro insieme, sono denominati “Procedure Speciali” del Consiglio dei Diritti Umani. Gli esperti delle Procedure Speciali svolgono la loro attività a titolo volontario; non sono personale delle Nazioni Unite e non percepiscono uno stipendio per il loro lavoro. Sebbene l'Ufficio ONU per i Diritti Umani svolga il ruolo di segretariato per le Procedure Speciali, gli esperti operano a titolo personale e sono indipendenti da qualsiasi governo o organizzazione, compresi l'OHCHR e le Nazioni Unite. Le opinioni espresse sono esclusivamente quelle dell'autore e non rappresentano necessariamente le posizioni dell'ONU o dell'OHCHR.

Autore Giuseppe Ballerini
Categoria Politica
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