Il nuovo singolo di Anna Calemme racconta il delicato equilibrio tra paura di perdere e desiderio di continuare a credere nell’amore. In questa intervista si affrontano i temi del brano, il ruolo della voce nell’arrangiamento e lo sguardo dell’artista verso il futuro.

 

 

Il tuo nuovo singolo “Passa ’O Tiempo” racconta il conflitto tra fragilità e speranza. Quando hai capito che questa storia doveva diventare una canzone?

L’ho capito nel momento in cui quelle parole hanno iniziato a tornarmi addosso con forza, quasi senza lasciarmi respiro. “Te sto cercann’ dint’ a chill’ profum ’e vase” non è solo un’immagine, è una sensazione reale, è la mancanza che diventa presenza. In quel contrasto tra il vuoto e il bisogno di trattenere qualcosa che non c’è più, ho sentito che c’era una verità forte da raccontare. E quando una storia ti attraversa così, non puoi ignorarla: diventa musica.

La produzione del brano è molto curata e mette la voce al centro. È stata una scelta artistica precisa quella di lasciare così tanto spazio all’interpretazione?

Assolutamente sì. Questo brano vive soprattutto nella voce, nel respiro, nelle imperfezioni emotive. Abbiamo scelto di non “coprire” troppo, proprio per lasciare che ogni parola arrivasse in modo diretto. Frasi come “me tremmano ’e mane” o “me manca già ll’aria” hanno bisogno di spazio, di silenzio intorno, per essere sentite davvero. È stata una scelta consapevole: mettere l’interpretazione al centro, senza filtri.

Molti artisti oggi parlano di numeri e classifiche. Tu sembri avere un rapporto diverso con la musica, più umano e quasi spirituale. È davvero così?

Sì, lo è. Per me la musica non è mai stata solo un risultato o un traguardo da misurare. È un bisogno, quasi una forma di dialogo interiore. Quando canto “senza te… me manca già ll’aria”, non penso a chi ascolterà in termini di numeri, ma a chi potrà riconoscersi in quella emozione. Se poi arrivano anche i risultati, benissimo, ma non è quello che guida il mio percorso. La cosa più importante resta la verità.

Guardando avanti, quali sono i prossimi obiettivi della tua carriera? Un album, nuovi concerti o magari qualcosa di completamente diverso?

Sicuramente c’è tanta voglia di portare questa musica dal vivo, perché è lì che prende un’altra vita. Sto lavorando anche a nuovi brani, con l’idea di costruire qualcosa di più ampio, che possa diventare un progetto completo. Non escludo nulla: mi piace lasciare spazio anche a ciò che può nascere in modo inaspettato. L’unica certezza è che continuerò a seguire questa linea emotiva, sincera, che oggi più che mai sento mia.

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