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MotoGP, Márquez torna re delle qualifiche: pole a Jerez e digiuno spezzato dopo otto mesi

Il campione spagnolo domina sul bagnato e firma la 75ª pole nella top class. Zarco sorprende, Bagnaia in difficoltà.

Il segnale era nell’aria, ma ora è diventato realtà: Marc Márquez è tornato. Sul circuito di Circuito di Jerez-Ángel Nieto, teatro della quarta tappa del Mondiale MotoGP 2026, il fuoriclasse catalano ha interrotto un digiuno lungo oltre otto mesi conquistando una pole position che pesa più del tempo stampato sul cronometro. In condizioni ibride, con l’asfalto ancora umido, Márquez ha messo tutti in riga con un giro da 1’48″087, riprendendosi la scena e lanciando un messaggio chiaro al campionato.

Era dal 23 agosto 2025, al GP d’Ungheria, che lo spagnolo non partiva davanti a tutti nella classe regina. Un’attesa lunga, insolita per un nove volte campione del mondo, che però a Jerez si è sciolta nel modo più spettacolare possibile. La pole numero 75 in MotoGP — la 103ª complessiva nel Motomondiale — non è solo un dato statistico: è il segno di una ritrovata centralità tecnica e mentale.

Alle sue spalle ha brillato uno specialista delle condizioni difficili come Johann Zarco, secondo con la Honda LCR a soli 140 millesimi. Un risultato che conferma quanto il francese sappia esaltarsi sul bagnato, riuscendo a mettere pressione al riferimento assoluto della giornata. Completa la prima fila Fabio Di Giannantonio, terzo con la Ducati VR46, autore di una prova solida e concreta che lo candida a un ruolo da protagonista anche in gara.

Subito fuori dal podio virtuale delle qualifiche il leader del Mondiale Marco Bezzecchi, quarto con Aprilia. In una sessione complicata, l’italiano ha limitato i danni, restando a poco più di un secondo dalla vetta e mantenendo intatte le proprie ambizioni in ottica campionato. Alle sue spalle si piazzano Álex Márquez e Pedro Acosta, protagonisti di un turno competitivo ma non sufficiente per impensierire davvero il fratello maggiore.

Più indietro Jorge Martín, settimo e penalizzato di tre posizioni in griglia, mentre Enea Bastianini chiude ottavo. La vera nota stonata è però rappresentata da Francesco Bagnaia: il campione italiano non va oltre la decima posizione, pagando quasi tre secondi dal compagno di squadra. Una distanza che racconta più di mille parole.

Fuori già in Q1 gli altri italiani, con Luca Marini quindicesimo e Lorenzo Savadori ventesimo, segnale di un livello sempre più alto e competitivo nella classe regina.

L’analisi delle qualifiche porta a una conclusione chiara: quando le condizioni diventano complesse, Márquez torna a essere il riferimento assoluto. Il passaggio dall’asfalto umido a quello asciutto, previsto già dalla Sprint, potrebbe però rimescolare le carte. Ed è proprio qui che si giocherà la vera partita. Chi ha faticato oggi, come Bagnaia, avrà una chance per riscattarsi. Chi invece ha brillato dovrà dimostrare continuità.

“Quando la pista si fa difficile, Márquez diventa inevitabile.” Una frase che riassume perfettamente quanto visto a Jerez. E un’altra verità emerge con forza: “La pole non assegna punti, ma spesso decide il copione della gara.”

Il Gran Premio di Spagna entra così nel vivo, con una Sprint pronta a scattare alle 15:00 e una gara domenicale che si preannuncia combattuta. Se il sabato ha restituito un protagonista annunciato, la domenica dirà se è davvero iniziata una nuova fase del Mondiale. Perché il ritorno di Márquez non è solo una notizia: è un potenziale punto di svolta.

Autore Manolo Serafini
Categoria Sport
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